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Fitoterapia: salvata per decreto la figura dell’erborista professionista

PIU’ TUTELE per i consumatori e un riconoscimento per i professionisti del settore. Questo, in sintesi, il significato del decreto legislativo approvato alla fine della scorsa settimana, che sancisce la chiusura di una diatriba durata mesi. Garantendo, come si legge in un comunicato della Federazione erboristi italiani F.E.I., “la continuità della figura professionale dell’erborista, che rimane un caposaldo importante e indispensabile nella gestione delle piante officinali all’interno dell’intera filiera”. Ed evitando il vuoto legislativo minacciato da un precedente testo di modifica della legge del 1931 su coltivazione raccolta e commercio delle piante officinali, che avrebbe di fatto cancellato la figura dell’erborista. “Il testo approvato chiarisce quello che prima era indicato in modo vago – spiega il presidente nazionale F.E.I. Angelo Di Muzio – solo gli erboristi diplomati o laureati, oltre ai farmacisti, sono autorizzati a preparare e vendere piante o loro derivati come estratti o principi attivi, da soli o in miscela”. 

Tutti gli altri, la grande distribuzione ma anche i molti punti vendita denominati erboristerie in cui però non lavora un erborista, potranno vendere solo prodotti confezionati: “Non sono autorizzati a trattare erbe sfuse non miscelate perché è necessario un esperto per valutarne lo stato di conservazione, e riconoscerle evitando confusioni tra piante apparentemente simili che contengono principi attivi diversi”, chiarisce Di Muzio.

Per gli addetti ai lavori il nuovo testo non è del tutto soddisfacente, perché toglie agli erboristi l’esclusività sulla coltivazione e raccolta delle erbe, affidandola agli agricoltori senza necessità di supervisione. E lo stesso vale per le prime fasi di trasformazione, come l’essicamento o la polverizzazione ma anche la distillazione “quando questa debba essere fatta con piante appena raccolte” specifica il decreto. “Visto che si tratta di prodotti salutistici, sarebbe opportuna la presenza di un erborista – osserva Di Muzio – una distillazione non correttamente eseguita può influire sulla qualità e sulla quantità dei principi attivi presenti nel prodotto”. E anche la raccolta spontanea richiede conoscenze particolari per evitare errori che possono essere pericolosi. Anche per questo, vale la raccomandazione a ricorrere a prodotti di marca acquistati attraverso canali sicuri, o rivolgersi a professionisti preparati che siano in grado di valutare qualità e stato di conservazione dei prodotti a base di erbe.

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Per la normativa appena approvata ci sono margini di miglioramento: non è stata prevista una sanzione per i trasgressori e sarà comunque necessario pensare a dei decreti attuativi. “In ogni caso manca ancora una normativa moderna che definisca competenze, mansioni e percorso formativo dell’erborista“, spiegano i responsabili della F.E.I. che stanno lavorando a un progetto di legge in materia. Intanto è in costruzione presso il sito dell’associazione un registro nazionale che permetterà di localizzare gli erboristi disponibili nell’area desiderata.

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