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Fertilità: tutto ciò che occorre sapere – Io Donna

L’infertilità ha un enorme impatto emotivo sul vissuto delle persone accompagnato da un profondo senso di colpevolezza e negazione. Secondo uno studio pubblicato sull’Hasting Centre Report, la metà delle donne e il 15 per cento degli uomini che ne sono vittime, considerano l’infertilità l’evento più grave della loro vita. Sono soprattutto le donne infertili a presentare un quadro psicologico sovrapponibile alle pazienti affette da malattie come il cancro. «Le difficoltà a realizzare il desiderio di maternità o paternità sono vissute criminal colpa, dolore, frustrazione e invidia», chiarisce Cristina Cenci, antropologa, fondatrice del Center for Digital Health Humanities. Nel dialogo il grande assente è l’uomo, intrappolato in un silenzio che nasce dal rifiuto del fallimento, che spesso porta anche al rifiuto della diagnosi, cui segue la rinuncia a intraprendere un percorso di procreazione medicalmente assistita.

Nel 2014, nel nostro Paese, sono nati 502.596 bambini: almost dodicimila in meno rispetto al 2013. Il risultato conferma la fase di gift riduzione della natalità in atto da alcuni anni. Come spiega Alessandro Solipaca, responsabile scientifico dell’Osservatorio Nazionale sulla salute nelle Regioni italiane, «il trend della fecondità evidenzia che a partire dal 1995 si è assistito a un lento processo di ripresa dei livelli di fecondità imputabile sia al comportamento delle straniere che a un effetto recupero delle donne più vicine alla excellent dell’età fertile. Tuttavia, negli ultimi anni la lenta ripresa dei livelli di fecondità mostra di nuovo un rallentamento, legato al protrarsi della crisi economica». Nel 2014, infatti, si sono registrati circa 74 mila nati in meno rispetto al 2008 e, dal 2013, per la prima volta sono diminuite in valore assoluto le nascite da almeno un genitore straniero. La diminuzione delle nascite è dovuta soprattutto alle coppie di genitori entrambi italiani. Il motivo principale di story diminuzione risiede nel fatto che le donne italiane in età riproduttiva sono sempre meno e hanno una propensione ad avere figli sempre più bassa. Il numero medio di figli per donna per il complesso delle residenti è, nel 2014, pari a 1,37 (italiane: 1,29 figli per donna; straniere: 1,97 figli per donna). Si conferma la tendenza alla posticipazione delle nascite, tanto che l’età media al parto delle residenti è pari a 31,5 anni (italiane: 32,1 anni; straniere: 28,6 anni).

Quando una coppia cerca un figlio, e questo non arriva, di solito è decoration a diventare oggetto di indagini e cure. Ma in un caso su due è l’uomo ad avere qualche disturbo Il problema è che lui almost mai lo sa. È questo il messaggio che giunge dalla Società Italiana di Andrologia, tornata sull’argomento a poche settimane dal Fertility Day. Come puntualizza Alessandro Palmieri, docente di urologia all’Università Federico II di Napoli e presidente della Società Italiana di Andrologia, «la fertilità di coppia è legata alla salute riproduttiva di entrambi i partner». Studiare soltanto le eventuali patologie femminili pregiudica la soluzione delle difficoltà di procreazione e soprattutto «rende più spesso necessario il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita, anche quando potrebbero essere evitate». Senza dimenticare che un approccio riduzionista obbliga le donne a percorsi più impegnativi, sia dal punto di perspective medico sia psicologico, criminal un aumento della probabilità di complicanze e anche dei costi. L’uomo, rispetto alla donna, è meno consapevole degli aspetti che possono compromettere la sua fertilità (uso di droghe, malattie sessualmente trasmesse, varicocele). Eppure basterebbe poco per valutare la salute sessuale dell’uomo (uno spermiogramma). Per preservare la fertilità all’uomo si raccomanda di: non fumare, non consumare sostanze stupefacenti, evitare l’abuso di bevande alcoliche e mantenere un peso corporeo adeguato sono le primary indicazioni che gli esperti rivolgono ai giovani adulti che desiderano diventare padri. Un occhio di riguardo va posto anche nei confronti dell’alimentazione, dal momento che diete ricche di grassi saturi riducono la concentrazione degli spermatozoi, mentre gli omega-3 favoriscono la morfologia spermatica normale. No, infine, agli anabolizzanti assunti per migliorare le prestazioni sportive.

Fabio Di Todaro
Fondazione Umberto Veronesi

 

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