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Felice a Testaccio, la trattoria trendy

Il mito della cacio e pepe

Coniglio pomodorini e olive (Cargiani)

Conquistato un tavolo alle 22.45 con soli tre quarti d’ora di ritardo rispetto all’orario di prenotazione (altre volte è andata peggio), abbiamo dato il via alla nostra esperienza direttamente con i primi, visto che il menù non prevede antipasti. Il piatto simbolo del locale è la cacio e pepe, talmente famosa da meritarsi un collegamento televisivo durante una puntata di Porta a Porta. Viene proposta con dei tonnarelli e mescolata direttamente al tavolo dai camerieri, per un risultato sicuramente piacevole anche se non filologicamente corretto, vista l’aggiunta di olio non prevista nella ricetta originale. L’abbiamo assaggiata insieme ai buoni tonnarelli con sugo degli involtini, agli spaghetti all’amatriciana dal condimento ben realizzato ma con la pasta passata di cottura, e ai ravioli alla Felice con pomodorini, basilico, menta, origano, timo, maggiorana e ricotta salata, miglior piatto fra i quattro descritti. Non allo stesso livello i secondi provati: dei saltimbocca alla romana solamente discreti e un coniglio cotto in casseruola con pomodorini e olive, scarso di sapore e con le carni stoppacciose. Per chiudere il pasto, un dimenticabile tiramisù servito al bicchiere con un inopportuno top di cioccolato e una buona crostata di ricotta e visciole, seguiti da un caffè leggermente sovraestratto. 

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