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Faber punta sulla cappa smart: il J-project rivoluzionerà le nostre …

Google ha appena presentato il proprio speaker Home, che è visto come lo snodo nevralgico per controllare tutto l’universo di Big G, direttamente dal salotto e con i comandi vocali. Faber, l’azienda italiana che ha inventato la cappa nel 1955, ha pensato di realizzare un concept con lo stesso obiettivo ma focalizzato sulla cucina, dando vita al J-Project, una cappa open source, completamente personalizzabile nelle funzioni e nei componenti. Il nome è indicativo – la J, nell’alfabeto, è la lettera che viene dopo la kappa – della rivoluzione che potrebbe portare nella nostra vita quotidiana. Perché mentre si cucina, si potranno fare contemporaneamente anche tantissime altre cose, semplicemente sfruttando uno degli elettrodomestici più diffusi in casa e molto spesso sottovalutato. Cosa? Per esempio controllare l’inquinamento domestico, i livelli di monossido di carbonio presenti in casa, o regolare l’umidità. Ma anche leggere le notizie da internet, vedere una videoricetta, o dare un’occhiata al feed di Twitter e Facebook.

Le possibilità di personalizzazione sono virtualmente infinite: l’architettura hardware, il cuore della cappa, è pienamente integrabile con la piattaforma Arduino, quindi totalmente open source e apre la strada a nuove funzionalità per gli sviluppatori e gli utenti. Per questo motivo la cappa integra un modulo SCK (Smart Citizen Kit), provvisto di diversi sensori, quali temperatura, umidità, luce, suoni, monossido di carbonio, diossido di azoto, e le reti wi-fi disponibili, da visualizzare nel grande display intelligente, integrato nel pannello frontale in vetro. Abbiamo incontrato Luca Colciago, RD Director Business Unit Hoods di Faber, per farci spiegare com’è nato il primo prototipo di cappa smart e di come potrebbe rivoluzionare il nostro modo di cucinare.

Come vi è venuto in mente di mettere Arduino dentro una cappa da cucina?
«Il nostro elettrodomestico è al centro della cucina e sotto gli occhi di tutti mentre cuciniamo. Volevamo sperimentare nuovi utilizzi aprendoci alle app e alla connessione con altri device, sfruttando i sensori e la possibilità di introdurre nuove funzionalità: ad esempio si possono comandare le luci e la ventilazione dal telefono, oppure scegliere una ricetta direttamente dal monitor».

Ma come posso personalizzarla?
«E’ un oggetto destinato ad evolversi nel tempo, un po’ come è successo con lo smartphone. La cappa potrà aiutarti a cucinare, imparando le cotture in base alle pentole che utilizzi, oppure, attraverso i sensori che registrano la temperatura, avvisarti se l’olio della frittura sta raggiungendo un calore troppo intenso rischiando di rovinare la pietanza. Poi lasceremo liberi utenti e sviluppatori di sbizzarrirsi, pubblicando l’interfaccia per sviluppare nuove applicazioni. La nostra intenzione è dare alla macchina la possibilità di capire se sta andando tutto bene sul piano cottura e avere gli strumenti per intervenire e avvisare le persone, lasciando loro soltanto il divertimento della cucina».

Sarà il centro di controllo della cucina del futuro?
«Il trend a cui stiamo assistendo è quello di un totale cambiamento degli elettrodomestici, così come li conosciamo. I forni smart non avranno bisogno di una porta trasparente perché ci sarà una webcam che trasmetterà in diretta sullo smartphone per controllare la cottura, senza correre più il rischio di scottarsi, mentre il frigo sarà in grado di elencare gli ingredienti a disposizione, senza nemmeno aprirlo. La cappa potrebbe connettersi a tutti questi dispositivi e diventare il gestore virtuale della stanza, attraverso l’utente. Ad esempio, la webcam del forno potrebbe essere controllata dal nostro monitor, seguendo le cotture della ricetta, oppure dialogare con il frigo per proporti la pietanza migliore in base a ciò che rimane in dispensa. Senza dimenticare che diventeranno connessi anche il lavello, per cui potrai dire alla cappa di lavarti la frutta e questa, in automatico dialogherà con il rubinetto per comunicargli di aggiungere un additivo per disinfettarla».

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