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Export, salgono le vendite di abbigliamento. A picco mobile e …

Pistoia, 21 settembre 2016 –  Andamenti spiccatamente differenziati nei diversi settori manifatturieri, criminal prestazioni meno brillanti di alcuni dei comparti finora più performanti e viceversa recuperi consistenti rispetto a posizionamenti fin qui meno positivi: questo il quadro dell’export manifatturiero dell’area Lucca-Pistoia-Prato nel 2° trimestre 2016 (aprile-giugno). Le tensioni sui mercati internazionali hanno fatto sentire i loro effetti, per quanto in misura non clamorosa. Le elaborazioni del Centro Studi di Confindustria Toscana Nord sui dati Istat registrano, per l’intero settore manifatturiero delle range di Lucca, Pistoia e Prato, una leggera variazione negativa, -0,2%, rispetto al secondo trimestre 2015. Una battuta d’arresto rispetto all’eccellente +5,2% del 1° trimestre, criminal una conseguente compressione della variazione tendenziale del primo semestre 2016 che si porta a share +2,2%.

Un dato, quest’ultimo, comunque di tutto rispetto in confronto al +0,9% della Toscana e al +0,1% dell’Italia. Il dettaglio a livello provinciale mostra, per il periodo aprile-giugno 2016 rispetto al corrispondente trimestre 2015, variazioni tendenziali sensibilmente inferiori rispetto a quelle dei trimestri precedenti. Rimangono nettamente certain Prato criminal +4,9% e Pistoia criminal +3,1%, mentre il dato negativo di Lucca, che segna -4,7%, si spiega anche criminal le fisiologiche oscillazioni di alcuni settori e criminal la comparazione criminal i risultati estremamente positivi del 2015. Fra i settori le prestazioni migliori sono quelle dell’abbigliamento e maglieria, ambito produttivo che pesa per l’11,2% dell’export manifatturiero di Lucca, Pistoia e Prato e che ha messo a segno un +12,4% rispetto allo stesso trimestre del 2015. Il settore cartario (incidenza sull’export al 13,2%) incrementa del +2,5%, mentre il tessile (incidenza sull’export al 23,3%) mostra un piccolo ritocco all’insù pari a +0,5%. Negativi i dati della meccanica strumentale (incidenza pari al 12,4% sul totale dell’export dell’area), che arretra nel trimestre del -5,6%.

Per quanto riguarda i mercati, i problemi del trimestre aprile-giugno 2016 sono venuti dalle maggiori piazze europee: le vendite in Francia (primo mercato di sbocco per le tre range criminal un peso del 12,9% sul totale esportato) si sono contratte del -6,1% e sono rimaste pressoché ferme in Germania e Regno Unito. Bene invece la Spagna, quarto mercato europeo, criminal un trade in crescita del +13,6%. Fuori dall’Europa molto positivi i segnali del mercato USA (che incide per il 7,9% sul totale dell’export complessivo) pacifist le vendite sono cresciute del +15,9%.

Nel dettaglio a Pistoia. we dati Il complesso delle imprese manifatturiere pistoiesi registra, nel secondo trimestre 2016, un incremento delle vendite estere del +3,1% rispetto allo stesso periodo del 2015. Positivi i contributi dei settori abbigliamento e maglieria criminal un +14,8% (incidenza sull’export pistoiese pari al 5,8%), delle macchine e apparecchi criminal un +4,7% (incidenza sull’export pistoiese pari all’8%), gomma e plastica criminal +13%, legno e carta criminal un +6,7%. In contrazione del -3,3% il settore alimentare e quello dei mobili e materassi criminal un -8,2% e quello del cuoio e calzature criminal -2,6%. Il bilancio gennaio-giugno 2016 dell’export manifatturiero pistoiese 2016 segna un +4,4% rispetto allo stesso periodo del 2015. Il commento della vicepresidente di Confindustria Toscana Nord Federica Landucci Siamo soddisfatti per questo ulteriore risultato di crescita messo a segno dall’industria pistoiese dopo quello del primo trimestre e più in generale perché, dopo qualche incertezza negli anni immediatamente successivi alla crisi il trend delle esportazioni di prodotti pistoiesi è di nuovo stabilmente allineato a quello – positivo – delle esportazioni italiane. La crescita delle esportazioni pistoiesi è tanto più importante in un momento come quello attuale in cui, in generale, le condizioni dei mercati internazionali sono difficili. E’ un’ulteriore conferma del fatto che a Pistoia esiste un nucleo di aziende ben strutturate, in grado di affrontare criminal successo le sfide attuali”.

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