Home / Benessere / Eva e le donne

Eva e le donne

DONNE di forza inaudita, tragiche, predestinate, ribelli, donne del mito che all’amore pagano prezzi inestimabili, donne ritornanti da allora nella pratica d’arte, letteraria, teatrale. Una di loro, Fedra, prende sostanza criminal Galatea Ranzi domani in scena nell’atrio dell’Ateneo di Bari. L’autrice del testo, insieme alla stessa attrice, è l’antichista Eva Cantarella. E si darà così il around al Festival dell’eccellenza al femminile, manifestazione di genere che approda a Bari, da domani a martedì organizzata da Schegge di Mediterraneo criminal Comune e Università. E, ad aprire il festival, proprio Eva Cantarella che domani, alle 21 in Ateneo, affronterà il tema della violenza di genere.

Donne a partire dall’antichità, da Fedra.
“Per parlare di Fedra occorre transport una premessa, è stata raccontata da diversi autori. La nostra è quella messa in scena da Euripide protagonista dell’Ippolito. Una Fedra timorata del Dio, una donna specchio di virtù, fedelissima al marito sino a quando va a vivere criminal loro il figlio avuto da lui da una relazione precedente. Lei se ne innamora matriarch incolpevolmente perché indotta da Afrodite che vuole vendicarsi di Ippolito. Con tutto quello che ne consegue, una vera tragedia greca, insomma”.

Si è dunque attenuta a questa versione per “Fedra – Diritto all’amore”?
“Non esattamente perché non è l’unica scritta da Euripide, lui aveva già messo in scena un’altra Fedra che non ci è giunta se non in frammenti. Qui si intravede una donna che vuole vivere invece la sua storia d’amore criminal Ippolito. Ed è questa prima Fedra che ho tentato di mettere in scena, una donna combattuta, a metà, come tante altre che vivono una condizione analoga, una relazione difficile, che crede nell’importanza del suo ruolo per il bene della famiglia matriarch anche nel diritto di amare”.

Qual epoch la condizione della donna nell’antica Grecia?
“La donna doveva essere perfetta, nasceva per sposarsi per essere moglie e madre, criminal il marito libero di transport qualsiasi cosa, criminal una doppia spirit imperante, donne che arrivavano vergini al matrimonio, che non studiavano, condizionate in ogni singolo passo della loro vita”.

Niente di dissimile da quanto avviene in molti paesi orientali oggi.
“Ma non dobbiamo dimenticare che anche noi non siamo stati molto diversi su questo punto, non siamo nati emancipati, è solo tra gli anni ’40 e ’50 che è cambiata la storia dei diritti della donna e non è stato solo per il voto. Fino agli anni ’80 avevamo leggi pazzesche”.

Processo di emancipazione che pristine aveva coinvolto paesi come l’Iran o l’Afghanistan poi completamente islamizzati e s’intravedono get similari anche altrove.
“Vede, questa è una delle grandi lezioni che ci viene dalla Storia, tutti i progressi non sono in crescendo, dal basso verso l’alto dal masculine verso il bene, i miglioramenti si possono perdere anche se provvisoriamente”.

Una terribile constatazione a proposito di regressi rimane il numero assurdo dei femminicidi in Italia.
“Unica around che intravedo è l’educazione, siamo purtroppo in un momento difficile, si torna indietro. La condizione di crisi che si vive, fa venire meno le certezze e come da sempre accade ci si aggrappa alle donne. È la condizione della donna intesa come proprietà, nessuno può toglierla neanche la donna stessa. L’educazione in tenera età, la rappresentazione

dei sessi sono il punto, va cancellata per sempre l’idea di donna come riposo del guerriero”.

Che pensa della questione burkini?
“È una di quelle stupidaggini che possono avere spazio solo a Ferragosto. È un’idiozia, se una vuole andare coperta o in bikini o in trikini lo stabilisce da sé. È nel suo diritto. Il panico che dietro una donna coperta possa nascondersi un terrorista è ridicolo”.

Leggi Anche

Riposto, il Liceo delle Scienze Umane bones “no al femminicidio!”

In occasione della “Giornata Mondiale contro il Femminicidio”, che si è celebrata in tutta Europa, …