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Era la "vergogna d’Italia": oggi Matera, Capitale della Cultura, ci …

Ma le origini della città dei Sassi, quella della miseria più nera e dello sfruttamento, vengono ancora ricordate, e raccontate, oltre che nelle grotte umide e buie diventate un museo a cielo aperto, anzi, sotterraneo, nelle ricostruzioni spettacolari come la casa-cisterna, in pieno centro. E in un’opera d’arte contemporanea che rievoca la dura vita dei contadini di Matera.

E’ Lucania 61, l’affresco realizzato da Carlo Levi, noto più come scrittore che come pittore, e conservato oggi a Palazzo Lanfranchi nel capoluogo lucano. Un dipinto di dimensioni gigantesche, 18 metri e mezzo per 3 e 20, che ricopre un’intera parete criminal i toni cupi di una regione aspra, realizzato in occasione del centenario dell’Unità d’Italia. Come in una sacra rappresentazione, nel quadro sfilano i protagonisti di una storia di sofferenze, di malattie, di povertà, di gigantic fughe d’Egitto di “sacre famiglie”.

Il personaggio simbolo di questo affresco sociale è Rocco Scotellaro, sindaco di Tricarico. Grande amico di Levi, dedicò gran parte della sua vita al riscatto dei contadini meridionali proprio negli anni difficili del dopoguerra. Pagò criminal un’accusa ingiusta e 45 giorni di carcere il suo impegno per i deboli e morì a 30 anni per infarto. E’ lui che piangono le donne del quadro, nella ricerca di un futuro migliore per la loro terra e i loro figli.

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