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Dove vince l’early booking

“Spezzare” l’inverno con una pausa al caldo è nel nostro dna ormai: torniamo e avvertiamo meno il freddo, con il pieno di iodio allontaniamo l’influenza, la testa s’è ricaricata senza bisogno di antidepressivi. E l’abbronzatura fa più scena che d’estate, diciamolo. La prassi del mare d’inverno per uno stacco all’insegna del benessere è confermata dalle adv.

C’è chi va lontano, «alle Maldive, al top delle richieste, anche più del solito», dice Sara Franzoso, banconista di Nova Viaggi a Nova Milanese (Monza e Brianza). «E a Cuba, che continua a tirare da due anni, insieme a Repubblica Dominicana. Quella invernale è una vacanza che ora si concentra su marzo», aggiunge. In linea con l’anno scorso la formula preferita, i classici 9 giorni dei pacchetti dei t.o., una scelta anche delle famiglie. Budget di 3-4.000 euro a coppia per Cuba, 5-6.000 per le Maldive. «Spingiamo l’Oriente ma è poco richiesto, come Sudamerica e Africa, sebbene qualcosa si stia muovendo su Kenya e Madagascar. A cifre più contenute Canarie, e Capo Verde in rialzo», dice.

Si affermano, non tanto con il pacchetto, ma con volo+soggiorno di 5-7 giorni, anche gli Emirati Arabi, meta emergente anche per Francesca Talamini, banconista di 45° StradaViaggi a Belluno: «Vendiamo bene anche l’Oman in villaggio oppure in tour con estensione mare nella meridionale Salalah». Le richieste sono già cominciate, concentrate soprattutto nel mese di febbraio. «Finalizzeremo subito le pratiche – spiega – anche perché c’è grande richiesta quest’anno per il viaggio combinato ai Caraibi, Cuba in testa, abbinata alle crociere o agli Stati Uniti. E il tour va prenotato con molto anticipo, soprattutto per trovare il volato. Niente last minute, quindi».
Vince dunque l’advance booking, per via dei collegamenti charter, più che per la disponibilità alberghiera. Poi, va sempre bene la Thailandia, «e dall’anno scorso Bali, con i clienti che tornano felicissimi». La spesa per persona è intorno ai 1.200-1.300 euro, per un soggiorno medio di 7 notti/9 giorni, con minore richiesta per le due settimane. I pacchetti sono sempre legati ai voli charterizzati dei tour operator.

Più qualità e meno quantità per il mare inverno distribuito dall’agenzia milanese Orient County: «Quest’anno abbiamo registrato più pratiche di sostanza, con itinerari complessi e hotel di lusso, soprattutto alle Maldive e in Thailandia», afferma la banconista Patrizia Semeraro. «Una richiesta di alto profilo e capacità economica, per la quale si parte da minimo 3mila euro per persona per 10 notti/12 giorni, con volato di linea. Richiestissime per la vacanza le isole classiche, anche i tour Cambogia-Laos e Vietnam, e un buon movimento business invece su Bali, per il settore moda, tra dicembre e febbraio», informa. La fascia media va ai Caraibi, solite Cuba, Santo Domingo e Messico, con Giamaica poco richiesta perché carissima e senza voli diretti. La richiesta è comunque sempre di una settimana secca al mare: 7 notti/10 giorni con charter, 10 notti/12 giorni con voli di linea  compresi nei pacchetti dei tour operator. Spesa media dai 1.500 ai 1.800 euro. Per ora – rivela Semeraro – il booking è abbastanza fermo, perché generalmente si muove più avanti, con un mese d’anticipo rispetto alle partenze, spalmate su gennaio, febbraio e marzo.

Anche qui a Milano, dunque, vince l’advance booking, «sia per gli sconti sia per il rischio di non trovare il volato, perché gli operatori stessi oggi, per non correre rischi, hanno una minore disponibilità di posti» conclude.

 

Vince la qualità

Il mercato invernale piace sempre di più a Patrizia Ripani, direttore tecnico di Eternity Viaggi ad Anguillara Sabazia (Roma): «Rispetto a quello estivo, negli ultimi due anni è diventato un lavoro selezionato, più pulito. Certo perdiamo in quantità di viaggi, ma ci guadagniamo di più».
La richiesta – già cominciata – è tornata a due settimane, in marzo principalmente, per 2.000-2.500 euro a persona. La clientela a basso budget ha sostituito l’Egitto con le Canarie, gli adulti con maggiore capacità di spesa prediligono i Caraibi, talvolta in combinato con tour negli Usa.

Ma resta leader il viaggio secco, con charter e villaggio italiano: «Assolutamente. Agli italiani piace fare gruppo tra loro, fanno proprio branco. E se l’anno scorso il must era Cuba, quest’anno tutti in Messico: per divertimento, cultura, mare e bei villaggi. È l’Egitto dei Caraibi. Mentre la Giamaica è difficile perché manca il volato di linea da Roma e il charter, che parte da Milano, ha orari scomodi». Poco invece l’Oriente: Thailandia, Sri Lanka, due pratiche per le Maldive. Relativa poi la richiesta delle crociere, «un mercato imbarazzante – afferma – Le compagnie si prendono il nostro cliente, lo fidelizzano e noi lo perdiamo», conclude Patrizia Ripani.


«Il vero toccasana era il mar Rosso»
«La clientela è sparita. Sharm era un vero toccasana per una settimana veloce da novembre a marzo. E le Canarie sono penalizzate dalla mancanza del volo diretto da Bari». Per Francesca Maiullari, titolare di Paralleli e Meridiani ad Altamura, nel Barese, i pochi clienti rimasti sono coppie che viaggiano sul lungo raggio: Caraibi in testa, con Cuba, Santo Domingo, crociere Msc e Royal Caribbean. Richiesto anche l’Oceano Indiano di Kenya e Zanzibar. Durata: una settimana con il classico pacchetto dei t.o. per 1.800 euro a persona.

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