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Dove andiamo in vacanza? Nello Spazio, sulla “rotta di Gagarin”: non è fantascienza, presto potrebbe diventare realtà

Andare in vacanza nello Spazio è una realtà sempre meno fantascientifica che si concretizza ogni anno di più. Roscosmos, l’agenzia spaziale russa, ha consigliato ai potenziali turisti spaziali, oltre al volo sulla Stazione Spaziale Internazionale, anche il viaggio sulla “rotta di Gagarin” ed è già in trattative con diversi partner per mettere in atto l’ambizioso e affascinante progetto. Come ha annunciato il capo dell’azienda, Dmitry Rogozin,”non devono necessariamente essere collegati all’ISS. Diciamo che i voli orbitali lungo la rotta di Jurij Gagarin sono un buon argomento per i turisti. Abbiamo già iniziato i colloqui con i potenziali partner interessati a questa opportunità“. Rogozin si è inoltre detto che convinto che, dopo il 2020, Roscosmos potrà aumentare la produzione di astronavi Soyuz per il turismo spaziale. In base alla stime fatte dalla stessa società, il turismo spaziale porterà centinaia di milioni di dollari all’anno.

Ma chi è Jurij Gagàrin? “Siamo partiti!“: con questa frase, la conquista umana dello spazio diventava realtà, e a pronunciarla fu proprio l’ufficiale dell’Aeronautica sovietica Gagàrin, classe 1934, diventato il primo uomo a viaggiare nello spazio. Nato in un piccolo villaggio rurale a 200 a ovest chilometri da Mosca, è costretto a interrompere gli studi giovanissimo a causa dell’invasione nazista. Ma la sua grande passione per il volo –come spiega Global Science – lo porta a soli 20 anni ad ottenere il brevetto entrando a far parte dell’aeronautica militare sovietica. Il suo obbiettivo era quello di diventare un pilota militare. In seguito si addestrò come cosmonauta e nell’aprile del 1961 venne scelto per la prima missione con equipaggio nello spazio.

È il 12 aprile 1961 quando, a bordo della capsula Vostok-1, Gagàrin compie un’intera orbita intorno al nostro pianeta, trascorrendo complessivamente 108 minuti tra le stelle. Al ritorno diventa eroe nazionale per l’ex Unione Sovietica, che grazie a lui vince contro gli Stati Uniti il primo round della corsa allo spazio. Dopo il successo del volo, viene impegnato dal regime sovietico in un tour per il mondo, interrompendo la sua carriera da pilota per diversi anni. Aveva solo 27 anni e probabilmente sarebbe tornato tra le stelle molto presto se un drammatico incidente aereo non avesse prematuramente posto fine alla sua vita, sette anni dopo lo storico volo. Le dinamiche dell’incidente, sulle quali da sempre vige un alone di mistero, hanno fatto emergere diverse teorie cospirative e le cause sono tutt’ora incerte.

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Ad assistere ai funerali di Stato decine di migliaia di persone e altre centinaia di migliaia nel mondo, che hanno seguito l’evento da radio e televisioni. Gagàrin è ancora oggi un’icona mondiale che l’intero pianeta continua a ricordare attraverso la giornata internazionale del volo umano nello spazio, istituita dalle Nazioni Unite nel 2011, e fonte di ispirazione per una conquista lontana dall’essersi conclusa: quella che nei prossimi anni porterà l’uomo a immergersi nello spazio profondo fino a mettere piede su Marte.

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