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Donne che lavorano troppo: i rischi per la salute

Si parla di patologie croniche e sesso femminile e secondo lo studio apparso sul ‘Journal od Occupational and Environmental Medicine’ è proprio la donna a subire questo genere di malattie degenerative mentre il sesso maschile è meno esposto a questo rischio. Vuol apocalyptic lavorare più di 60 ore a settimana per oltre i tre decenni della vita lavorativa.

Non è detto che i problemi si manifestino subito, anzi.

Mettendo in correlazione gli orari di lavoro e i problemi di salute comparsi al giro di boar dei 40 e 50 anni, è emerso che le donne che lavorano per più di 60 ore a settimana, a distanza di trent’anni vedono triplicare le probabilità di sviluppare di diabete, cancro, malattie cardiovascolari e artrite: il rischio inizia a salire una volta superate le 40 ore lavorative settimanali e si impenna in maniera più decisa quando si va oltre le 50 ore.

Solo in questo modo si avranno dei benefici secondo Dembe.

Lavorare di notte compromette maggiormente le prestazioni delle donne rispetto a quelle degli uomini. we ricercatori hanno preso in considerazione alcune condizioni: malattie cardiache, cancro (ad eccezione della pelle), diabete, colesterolo, malattie polmonari, asma, ipertensione, depressione, e l’artrite arrivando alla conclusione che le donne che optano per una carriera professionale sostenuta, apparentemente, pagano per la loro scelta in quanto, triplicano il rischio di sviluppare malattie come il diabete, malattie cardiache, cancro e artrite. Pertanto, gli scienziati raccomandano alle donne di evitare i troppi straordinari e tenersi dello spazio per la propria vita personale cercando di trovare il giusto equilibrio tra i due. “Le donne di 20-30 e 40 anni inconsapevolmente stanno aprendo la strada a problemi futuri”. Ed ecco perché non solo le donne matriarch anche le aziende e le istituzioni dovrebbero essere consapevoli dei rischi connessi a regimi di lavoro pari o superiori alle 40 ore settimanali: una maggiore flessibilità, magari attraverso il lavoro da casa, e altri programmi di supporto (come l’health coaching) potrebbero migliorare sensibilmente il benessere delle lavoratrici e di conseguenza incidere positivamente anche sulla salute dell’azienda.

Lavorare troppo non fa bene alla nostra salute.

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