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Domeniche gratuite, Ricci (Abbonamento Musei): Il tema oggi è la …

Le domeniche gratuite sono certamente un’occasione importante per intercettare nuovi pubblici, ma il vero problema oggi in Italia – dove la partecipazione culturale mostra segni di sofferenza – è creare un pubblico consapevole, fidelizzato e che sappia riappropriarsi del proprio patrimonio culturale. Simona Ricci ne è convinta e suggerisce strumenti nuovi per creare una comunità di cittadini attiva e coinvolta intorno ai musei italiani e al nostro patrimonio.

Ricci dirige l’Associazione Abbonamento Musei, una realtà più che ventennale che da Torino si è allargata negli anni fino all’intero Piemonte, alla Lombardia e che ora sta portando avanti un nuovo progetto anche con la Valle D’Aosta. Abbonamento Musei, come è facile capire dal nome, offre una tessera annuale a “prezzi calmierati” con cui poter accedere ai luoghi della cultura aderenti al circuito.

LE DOMENICHE GRATUITE

Dalla sua esperienza, Ricci sottolinea come il tema della gratuità abbia diverse sfaccettature: “Rappresenta certo grandi opportunità, ma può rivelare anche seri limiti. Le domeniche gratuite – spiega ad AgCult – sono un’occasione per intercettare un pubblico meno predisposto e spontaneamente interessato a frequentare i musei. È anche vero, tuttavia, che quando queste iniziative vengono legate a giornate importanti dal punto di vista dei flussi turistici (come ad esempio le domeniche), possono avere un impatto complesso per i musei”.

L’ESPERIENZA DI ABBONAMENTO MUSEI

Il tema della gratuità, in ogni caso, come occasione per avvicinare i cittadini al patrimonio ha una valenza molto forte. Un’esperienza, ormai ventennale, come quella di Abbonamento musei – fa notare la direttrice – “può essere una soluzione, cui approdare dopo sperimentazioni più episodiche come le domeniche, perché rappresenta uno strumento fortissimo di calmiere sul prezzo (in Piemonte oggi l’abbonamento annuale costa 52 euro e in Lombardia 45) permettendo di accedere ai musei convenzionati tutte le volte che vogliono nell’arco dell’anno”.

ANDARE OLTRE LA GRATUITÀ

Così, si supera in qualche modo “il tema della gratuità a favore di una formula che valorizza comunque l’aspetto economico ma permette ai cittadini di accedere più volte al loro patrimonio. In questo senso Abbonamento Musei meriterebbe di essere valutato nelle logiche con cui si stanno misurando le gratuità nei musei”.

Il Comune di Torino, dove l’Associazione è molto radicata, non aderisce all’iniziativa delle domeniche gratuite nei musei statali come avviene invece in molte altre città italiane, a cominciare da Roma. “Uno dei motivi è probabilmente che la presenza per i cittadini di uno strumento come il nostro sia così forte. È un modo per rendere fruibile il patrimonio ai cittadini senza per forza parlare di gratuità”. Tanto più che, come detto, le domeniche gratuite possono avere dei risvolti complessi per la gestione da parte dei musei.

CREARE UN PUBBLICO CONSAPEVOLE

Il grande tema tuttavia, per Ricci, è quello di trasformare la visita, anche quella gratuita, in un momento di consapevolezza lavorando sulle attività per gli abbonati, sugli approfondimenti. “L’obiettivo – spiega – è quello di creare una reale consapevolezza nei visitatori. Questo è un percorso lungo sul quale un progetto annuale dà la possibilità di lavorare meglio e dare risultati”.

La gratuità quindi può essere certamente un modo per intercettare un pubblico nuovo, “però deve essere abbinato a progetti più strutturati perché, a volte, per come siamo abituati, la gratuità può svilire l’offerta e occorre non disperdere il patrimonio di contatti che la giornata gratuita può creare. Fermo restando che le occasioni per intercettare pubblico nuovo sono preziose”.

“I dati del consumo culturale in Italia parlano purtroppo di un aumento dei consumi a beneficio di chi già usufruisce dell’offerta culturale, ma non di un allargamento della platea di persone che consumano”. Una volta intercettato nuovo pubblico, “bisogna riuscire a capitalizzare questa ricchezza creando comunità più fedeli al sistema museale e riuscire a farle partecipare”.

LA PARTECIPAZIONE

Più che l’accesso quindi il problema, per Ricci, è proprio la partecipazione. “Il semplice accesso rischia di diventare un po’ fine a se stesso. In Piemonte gli abbonati frequentano in media sette volte all’anno i musei aderenti al circuito. A testimonianza che uno strumento come Abbonamento Musei può intensificare la partecipazione. E l’abbonato entra così a far parte di un pubblico veramente fedele, che partecipa alle attività e che sa cogliere tutta l’offerta particolarmente ricca che i musei oggi sanno offrire: dai laboratori didattici alle conferenze, dagli approfondimenti ad eventi espositivi”.

In questo modo, conclude la direttrice di Abbonamento Musei, i visitatori si trasformano “anche in ambasciatori culturali con amici e parenti. Riappropriandosi, oltre tutto, del proprio patrimonio culturale e maturando una disponibilità nuova a sperimentare”.

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