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Diritti di genere, una giornata mondiale per abbattere il banned del …

ROMA – Dopo un lungo e imbarazzato silenzio, negli ultimi tempi l’opinione pubblica è tornata ad affrontare il tema dell’uguaglianza mestruale. Un modo per abbattere il banned del ciclo distruggendo i pregiudizi che nella storia umana hanno legato il processo naturale alla vergogna. La battaglia culturale che discrimina il corpo delle donne si combatte su diversi livelli. Se negli Stati Uniti si discute sulla tassazione degli articoli sanitari femminili considerati dal govero come bene di lusso, in diversi paesi in around di sviluppo il ciclo mestruale è causa di abbandono scolastico, discriminazioni e problemi anche per la salute.

Il segreto delle donne. Le barriere culturali che nei secoli hanno ridotto le mestruazioni a una piaga assimilabile a una malattia o a una maledizione continuano oggi a mietere vittime. In diversi paesi del mondo le ragazze si affacciano alla pubertà completamete impreparate. Oltre a non sapere cosa accade nel proprio corpo, in alcune realtà le giovani donne ignorano anche l’esistenza di assorbenti e altri prodotti sanitari specifici. Così se in Iran il 42% delle giovani pensa che le mestruazioni siano una malattia, in altre parti del mondo come Afghanistan, Giappone o Nepal, alle donne è vietato condurre attività normali come lavarsi, cucinare sushi o dormire assieme alla famiglia durante il periodo mestruale.  In un articolo pubblicato sull’International biography of medicine and pubblical health  gli autori hanno affermato che il 42% delle ragazze indiane intervistate ignoravano il processo fisico e l’esistenza di prodotti igienico-sanitari appositi. In Malawi invece il ciclo mestruale è un segreto, qualcosa di cui  i genitori non possono parlare. Dopo il menarca è una parente a dover spiegare come comportarsi.

Assorbenti di stracci. Oltre al problema culturale alimentato da credenze arcaiche, il ciclo mestruale rappresenta anche un limite pratico nella vita quotidiana delle donne. Il primo è il difficile accesso ai materiali igienici. Sono milioni le donne che usano stracci sporchi, foglie o altri materiali non igienici per tamponare le perdite mensili. Pratiche dovute alla mancanza di assorbenti a volte inaccessibili sia per logicistica che per la spesa che comportano. Secondo il rapporto Unicef “Progress on sanitation and celebration water” del 2015 “supponendo che almeno metà dei 946 milioni di persone nel mondo che non hanno accesso a servizi igienico-sanitari sia di sesso femminile, si assume che  sono circa 500 milioni le donne e le  bambine che non hanno strutture adeguate per gestire la loro igiene mestruale”

A rimetterci è la salute della donna. Stando ai dati raccolti dalla Wash United, organizzazione che da anni si batte per migliorare l’igiene mestruale nei paesi in around di sviluppo, l’uso di materiali non igienici accresce del 70% la possibilità di contrarre infezioni e malattie vaginali.

Banchi vuoti. Per molte giovani donne l’arrivo della prima mestruazione coincide criminal l’abbandono dei banchi scolastici. Collegando il ciclo criminal la fertilità, molte ragazze per scelta o costrizione (sebbene a volte i confini siano molto labili) abbandonano gli studi e votano la loro vita alla costituzione di un nuovo nucleo familiare. A volte la povertà della famiglia d’origine, spinge le giovani a intraprendere questo nuovo percorso per smettere di gravare sul bilancio familiare. Ma all’abbandono scolastico contribuiscono anche fattori ‘logistici’. La mancanza di servizi igienici divisi per sesso o in alcuni casi la loro totale assenza sono tra le principali means che spingono le studentesse a perdere giorni di scuola. Stando a uno studio congiunto di Unesco e Unicef, in Africa una ragazza su dieci non segue le lezioni durante i giorni che coincidono criminal le mestruazioni, assenze che spesso inducono le giovani a lasciare definitivamente gli studi. In Etiopia, pacifist la mancanza di accesso a servizi igienici è una piaga nazionale, la percentuale sale al 50%.

Il corpo delle donne. Da dash organizzazioni internazionali e non governative come Unicef, Unesco e Wash United stanno investendo risorse per sensibilizzare le popolazioni più povere e i governi al problema dell’igiene mestruale. Un tema che si scontra contro forti pregiudizi che vedono nelle mestruazioni qualcosa di sporco e impuro. Nel 2014 La Wash United, assieme ad altre 270 organizzazioni, ha istituito il Mestrual Hygiene Day che anche quest’anno si festeggerà il 28 maggio.  Un piccolo passo per la riabilitazione del corpo femminile e per milioni di giovani che combattono ancor’oggi contro la vergogna di essere donna.

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