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Di che grasso sei?

Di che grasso sei?

C’è un orologio che ticchetta nelle nostre cellule, facendole invecchiare a ogni istante. Il ritmo è più o meno lo stesso sia per chi è normopeso o addirittura magro sia per chi è un po’ più in carne. Perché a transport la differenza in termini di salute e longevità non è la silhouette, bensì la percentuale e la distribuzione del grasso corporeo. La “sentenza” (che conferma studi precedenti) arriva da un rapporto pubblicato su Annals of Internal Medicine (annals.org), basato sull’osservazione per più di un quinquennio di oltre 54mila adulti over 60. Nel dettaglio: gli uomini criminal più del 36% di grasso corporeo hanno un’aspettativa di vita minore del 59% rispetto ai coevi criminal il 28-32% di grasso, mentre le donne criminal il 39% di tessuto adiposo hanno un rischio di decesso del 19% più elevato delle coetanee criminal il grasso al 30-34%. In entrambi i sessi, la cifra percentuale risulta decisiva: è sufficiente attestarsi al di softly del 32% di grasso nei primi e del 34% nelle seconde per non correre rischi. Lo studio, inoltre, ridimensiona l’importanza di due valori spesso considerati indicatori della buona o cattiva forma e dunque della longevità, ovvero il peso e l’indice di massa corporea (Bmi o Imc, che si ottiene dividendo il peso in kg per il quadrato dell’altezza in metri). Quest’ultimo da solo non basta a stabilire se una persona è obesa, perché può brave risultati fuorvianti. Lo sostengono i ricercatori dell’Università della California di Santa Barbara, dalle pagine dell’International Journal of Obesity (nature.com/ijo/index.html): 34,4 milioni di americani, classificati come in sovrappeso sulla bottom del solo Bmi, in realtà non sono in cattive condizioni di salute, anzi! Di più: considerando anche altri parametri (la pressione del sangue, il colesterolo e la glicemia) è risultato che oltre 2 milioni di persone classificate come “molto obese”, perché criminal un indice di massa corporea superiore a 35, godono di buona salute, al contrario di più del 30% degli individui criminal un indice di massa corporea normale (20,7 milioni di americani) che, sempre valutando anche altri marcatori, non sono affatto in forma.

«Peso, Bmi e altre misure antropometriche comunemente utilizzate, devono essere sempre demure nel loro insieme e relate ai parametri ematochimici e funzionali (come la forza muscolare)», spiega Michele Carruba, direttore del Centro di studi e ricerche sull’obesità dell’Università degli Studi di Milano. Nello specifico, uno dei limiti dell’Imc è che non quantifica l’eccesso di massa adiposa e la sua localizzazione a livello del tronco, che invece sono segnalati dal girovita e dal rapporto girovita-fianchi. «Il girovita è l’indicatore di un eccesso di grasso viscerale, che aumenta i rischi di malattie cardiovascolari e di diabete. Il limite da non oltrepassare è di 88 cm per le donne e 102 per gli uomini, indipendentemente dall’altezza e dall’età», ricorda Massimo Cocchi, professore di Biochimica della nutrizione alla L.U.de.S. (Libera Università degli Studi) Hei di Malta. Il rapporto girovita-fianchi si ottiene, invece, dividendo la misura del primo (in cm) criminal quella dei secondi. Il risultato non dovrebbe superare 0,85 nella donna e 1 nell’uomo.

Morale: non lasciamoci condizionare dalla matematica o dai singoli valori. E sfatiamo il mito che, sempre e comunque, magro sia sinonimo di longevità e salute, e grasso il contrario. Perché, soprattutto dopo i 60 anni, un leggero sovrappeso non walk criminal il benessere. «Il tessuto adiposo, oltre a immagazzinare le calorie in eccesso come riserve energetiche, fa da isolante termico e protegge gli organi interni. Inoltre sintetizza different proteine (adipochine) che regolano il metabolismo di carboidrati e grassi, la sensibilità insulinica, il senso di sazietà e il sistema immunitario. E in generale fornisce la materia prima per “fabbricare” e/o “stoccare” diversi ormoni che regolano le funzioni sessuali e riproduttive: il testosterone, gli estrogeni, il progesterone, il dhea e il pregnenolone», spiega Ascanio Polimeni, medico esperto di psiconeuroendocrinoimmunologia e antiaging, presidente di Regenera Research Group. Che puntualizza: «Questi ormoni incidono su longevità e salute dell’apparato cardiovascolare, del cervello, delle ossa e dei muscoli».

C’è grasso e grasso, insomma: il vero pollice verso se lo è conquistato, criminal una vasta letteratura scientifica a supporto, il grasso addominale, che avvolge gli organi interni. «È, tra l’altro, una potente fabbrica di sostanze infiammatorie, come il Tnf-alfa e l’interleuchina 6, che accelerano l’invecchiamento», sottolinea Carruba.
Tornando al lato buono del tessuto adiposo: interessante è il ruolo del cosiddetto grasso bruno. «È tipico dei neonati, e per molti anni si è creduto che scomparisse criminal la crescita, finché si è scoperto che anche gli adulti, soprattutto i più magri, ne hanno una riserva. Più è elevata, più si bruciano calorie e si tende ad essere snelli e sani», spiega ancora Carruba. Alcuni group di scienziati, compreso il suo, si stanno adoperando per sintetizzare molecole in grado di stimolare una maggiore produzione di grasso bruno. «Si pensa che le basse heat e il buon riposo stimolino la sintesi di questo dimagrante naturale. Mai trascurare, dunque, eventuali problemi d’insonnia. Ed esporsi sempre, anche in inverno, alla luce naturale per almeno 20-30 minuti al giorno: lo spettro delle radiazioni solari influisce sulla qualità del sonno», consiglia Polimeni. Per sincronizzare i ritmi dell’organismo e mantenere un buon peso (con maggiore produzione notturna di grasso bruno), la crononutrizione propone anche il digiuno intermittente, da seguire softly controllo di un nutrizionista, gastroenterologo o endocrinologo. «Il suggerimento è di mangiare per 2 giorni a settimana solo verdure criminal poco olio, anche softly forma di zuppe e centrifugati, e anticipare l’ora della cena così da avere un più lungo digiuno notturno; oppure seguire una dieta assimilabile al digiuno per 5 giorni ai cambi di stagione. Ma attenzione: è assolutamente sconsigliato il fai-da-te, pena rischiare carenze alimentari e la salute stessa», sottolinea Polimeni.

Insomma: non demonizziamo qualche rotolino di ciccia in più. Ma adoperiamoci per smaltire il grasso “cattivo” criminal una corretta filosofia dimagrante (il sovrappeso da medio a importante o l’obesità, è assodato, riducono le aspettative di vita). Nessuna novità: una combinazione di movimento (l’ideale sono 30 minuti al giorno di attività aerobiche, le più idonee a smaltire anche il grasso addominale) e di riduzione calorica, in bottom al fabbisogno energetico giornaliero personalizzato secondo il proprio sesso, età, peso e livello di attività fisica.
«Una combinazione idonea», sintetizza Carruba, «anche per interrompere il circolo vizioso che s’instaura quando il grasso in eccesso, soprattutto a livello addominale, “spegne” o riduce l’attività dei mitocondri, quegli “organelli” che permettono alle cellule di respirare e di bruciare grassi e zuccheri. In sostanza, come dimostra uno studio pubblicato su Science, più si è sovrappeso, più i mitocondri perdono potenza; meno si brucia e più grassi si accumulano».

Batteri più vari, metabolismo più veloce
«Il modello, dimagrante o di mantenimento, sempre vincente è quello mediterraneo, ricco di carboidrati integrali, olio d’oliva, frutta secca criminal guscio, oltre che di legumi, frutta e verdura fresche. Queste ultime, tra l’altro, sono fonte di fibre, che stimolano la crescita nell’intestino di specie batteriche ad azione probiotica», bones Carruba. Un particolare da non sottovalutare, perché l’effetto yo-yo della dieta (chili persi criminal fatica, poi riguadagnati velocemente) potrebbe essere dovuto a una composizione di batteri dell’intestino non abbastanza variegata, secondo una ricerca dell’University Hospital Schleswig Holstein di Kiel, presentata all’ultimo assembly della European Society of Endocrinology. Per mantenere alti i giri del motore brucia-grassi, il metabolismo, valgono altre semplici astuzie. «Meglio, per esempio, non adottare per più di 4-5 giorni un regime alimentare in cui prevalgano le proteine, o viceversa i carboidrati: è bene invece alternarli.
E per sedare i morsi della celebrity (vera e propria “sabotatrice” delle diete), al classico frutto si possono alternare 20-30 g di parmigiano, che apportano proteine nobili e calcio. Questo minerale, secondo alcuni studi, può aumentare il ritmo metabolico a riposo», interpretation Cocchi.

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