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Dal calcio a 5 alla cucina La «rovesciata» di Akira

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È stato il primo giapponese ad approdare nella serie A di calcio a 5. Oggi è il proprietario del primo ramen bar di Roma in uno dei quartieri della notte capitolina: Ostiense. È affezionato ai primati, Akira Yushida, 30 anni, pioniere in Europa del calcio del Sol Levante. Scoperto in patria da un talent scout italiano, nel 2003 Akira inizia la sua avventura nel calcio a 11, in serie D e in Eccellenza per poi passare al futsala, disciplina che gli permette di valorizzare le sue caratteristiche: tecnica e rapidità. Dal 2006 gioca a Chieti, Orvieto (dove vince lo scudetto di serie B), Rieti, Augusta e Ferentino prima di arrivare alla Lazio Calcio a 5 e all’Ostia Lido. Nel frattempo la chiamata della nazionale giapponese, con la quale colleziona decine di presenze.

Oggi Yushida si lancia in una nuova carriera, quella di ristoratore, con il suo «Ramen bar Akira» di via Ostiense 73, il primo ristorante nipponico della Capitale che punta su un piatto tipico del Sol Levante poco diffuso qui da noi. Il ramen, appunto, pietanza molto simile agli italici spaghetti ma che viene gustata in brodo di maiale, verdure e salsa di soia. Akira, che parla perfettamente italiano, ha deciso di scommettere sulla qualità e sulla varietà dell’arte culinaria giapponese, un’alternativa gustosa ai classici sushi e tempura ormai ben noti ai romani.

Il motivo di questa scelta? «Molto semplice – risponde Akira divertito – vivendo molto in Italia, e a Roma in particolare, avevo voglia di mangiare ramen ma purtroppo non riuscivo a trovare un ristorante specializzato». In effetti, la cucina giapponese capitolina pur essendo entrata nella top list delle pietanze più apprezzate anche per la sua leggerezza e la sua semplicità, offre spesso una varietà di piatti limitata anche se la tradizione culinaria del Sol Levante è ricchissima di ricette gustose per lo più sconosciute in Italia.

A differenza di molti locali che di nipponico hanno solo il nome e il menù, la squadra di Akira è completamente giapponese. Uno staff di cuochi è stato chiamato direttamente dal Paese del Sol Levante per preparare questa pietanza diffusissima in Giappone con ristoranti dedicati, i ramen-ya, e varianti gastronomiche regionali. Il piatto è una vera e propria icona del Giappone, diffuso tra i giovani anche italiani grazie ai cartoni animati, i famosi Anime, e ai manga di cui i nostri millennials sono pazzi. «I cuochi sono tutti giapponesi – spiega il calciatore-ristoratore – sono loro che curano la scelta delle materie prime, fondamentale per garantire la qualità dei nostri piatti. Il ramen lo prepariamo noi, fatto in casa, con la farina apposita per la creazione di questi “spaghetti” immersi nella zuppa che ha una cottura di 10 ore». La filosofia di Akira? «Non vi serviremo solo cibo – garantisce – ma anche storia e tradizione». E qualche aneddoto dei momenti più belli sui campi da calcio.

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Valerio Castro

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