Home / Cucina / Cucina Nikkei, quell’incontro di gusto tra il Giappone e il Perù

Cucina Nikkei, quell’incontro di gusto tra il Giappone e il Perù

Correva l’anno 1868. Potrebbero iniziare così mille storie, ma in questo caso si parla di una rivoluzione sociale che ha, in più di un modo, influenzato il nostro modo di percepire il mondo – e il cibo – oggi. Ovvero l’apertura, anche se ancora parziale, dei confini giapponesi dopo secoli di totale chiusura dal mondo esterno. L’inizio dei flussi migratori ha portato il mondo in Giappone, ma soprattutto il Giappone, e la sua cucina, nel mondo. Sono nate così fascinazioni e contaminazioni che viviamo quotidianamente ancora oggi, nella letteratura, nel cinema e soprattutto a tavola. 

 Facile trovare dei classici giapponesi, come gli Uramaki, in chiave Nikkei

Non solo ci ha permesso di conoscere il sushi, il ramen o i dorayaki, ma ha portato alla nascita di vere e proprie cucine ibride. Come la Nikkei, che sta in questo periodo vivendo un rinascimento e grande fortuna anche all’interno del nostro Paese. Una vera e propria cucina della diaspora, come racconta Luiz Hara nel suo Cucina Nikkei edito da Gribaudo, coniata dai “migranti giapponesi che si sono trovati a vivere tra differenti culture e in contesti diversi” pur senza tradire mai la loro cultura gastronomica.

La cucina Nikkei di matrice peruviana è incentrata sui piatti di pesce

Una fedeltà mai rigida o fuori contesto, ma che spesso ha “richiesto adattamento alla realtà locale” e ai suoi ingredienti, trattati spesso “con tecniche giapponesi“. Una cucina che è una filosofia, quindi, ma che ha anche delle connotazioni geografiche precise, perché se è vero che l’emigrazione giapponese non è stata monodirezionale, è in Brasile e in Perù che si trovano le maggiori comunità nipponiche fuori confine. E quindi i maggiori bacini creativi di cucina nikkei.  

In Perù i giapponesi  si sono concentrati sulla cucina di pesce, ampliando il repertorio delle razze usate e “migliorato i metodi di preparazione di piatti tradizionali, come il ceviche, introducendo anche nuovi modi di preparare il pesce. Ne è un esempio il tiradito che, come racconta Hara, è “un piatto di pesce crudo simile al sashimi e servito con una salsa leche de tigre agli agrumi. Mentre in Brasile, “si sono dovuti adattara a preparazioni a base di carne”. Un esempio delle contaminazioni che la cucina nikkei porta con sé sono in preparazioni come il pollo in salsa nanban (una salsa ispirata alla escabeche portoghese e cucinata con soia, aceto e peperoncini) che nella versione sudamericana è fritto e poi marinato nella salsa fredda per qualche ora, in modo da essere servito umido, e con una spiccata nota agrodolce. O ancora i Donburi di moqueca di gamberi, solitamente accompagnati con riso al coriandolo, dove si uniscono i donburi giapponesi – tipica scodella con carne pesce e verdure bolliti e serviti su riso -, dove alle preparazioni tipicamente giapponesi è sostituito questo stufato di crostacei nativo della cucina carioca. 

Massimo Bottura, Davide di Fabio e Takahiko Kondo fotografati da Paolo Terzi

Una cucina fantasiosa, quindi, la cucina Nikkei. Quasi il sinonimo di contaminazione gastronomica per eccellenza, che si sta facendo sempre più strada nel nostro paese, con un fiorire di ristoranti ad hoc. Come il Coropuna, ristorante nippo-peruviano aperto a Roma che sta per aprire le sue porte a due cene d’eccezione, che fanno della contaminazione il loro pezzo forte, tanto da far meritare al ristorante a parte: NIKKEI-by me. 

 La sala del Coropuna

Gli eventi sono datati domenica 18 e lunedì 19 Novembre, e vedranno ospiti, Davide di Fabio e Takahiko Kondo, entrambi sous-chef dell’Osteria Francescana. Le due cene-evento vedranno le performance live dei due chef fondersi con le sonorità musicali in vinile e le creazioni dei sapienti mixologist del Coropuna, per una serata che girerà attorno a un particolare menu nikkei, che si aprirà con una Capesante alla cacciatora, dove il piatto tipico romano diventa una ceviche speciale. 

Leggi Anche

Addio al ristoratore Guido Muratore, famoso per la sua cucina a cavallo tra Piemonte e Liguria

È mancato dopo una breve malattia Guido Muratore, 86 anni. Originario di Scagnello, in provincia …