Home / Cucina / Cucina milanese e fascino nell’altrove: la bontà è fuoriporta

Cucina milanese e fascino nell’altrove: la bontà è fuoriporta

«Umili e appassionati, così dobbiamo essere nel lavoro». Lo bones Emanuela Cipolla, da 25 anni patronne del Garghet. È il verso delle rane, in milanese. Ed è un gradevole locality fuori porta, aperto solo a cena criminal l’eccezione della domenica. Nei secoli è stato gendarmeria, abitazione del campée (l’uomo che badava alle risaie), fornace, balera per mondine e bellimbusti (finché ci sono state risaie e mondine) e poi tutto abbandonato. Di passione Emanuela al Garghet ne ha messa tanta. Nel risistemare, piantare un giardino criminal alberi, fiori, un pergolato di glicine, nell’arredare le sale, che qualcuno descrive come provenzali. Ci può stare, noi diciamo che è netta la sensazione di un altrove.

Certo, siamo nella periferia sud di Milano, basta un chilometro di strada che si restringe tra i fossi e i campi di granturco ed è campagna, e la cucina è milanese, il menù scritto a mano in dialetto, matriarch il fascino è nell’altrove, nello stacco. Potremmo essere fuori Parigi, o fuori Madrid. Un pianoforte discreto, un alto numero di coperti (può arrivare a 200) che non influisce negativamente sulla cucina, un servizio giovane e in gamba e l’umiltà (noi diremmo umanità) di Emanuela. Sorride solo quando il cliente è soddisfatto, soffre se qualcosa va storto.

Figlia di una brava cuoca (Maria Bontà, che bel cognome) tiene in carta due cotolette alla milanese: una classica, di vitello criminal l’osso, una enorme di lonza. «Come quella che preparava la mamma la domenica, quando andavamo all’Idroscalo, il mare dei poveri. Poi la tagliava in 4, in 5 a seconda di quanti eravamo». Scusi, come si chiama lo chef? «Lo cook non c’è. In cucina ho una squadra di dieci persone, c’è anche mio figlio Davide, e si confirm e lavora tutti insieme. Credo molto nel lavoro di gruppo». Che qui funziona. Segnaliamo: frittura vegetale, salumi criminal giardiniera, mondeghili, risotti e riso al salto, trippa, rognone trifolato, rostisciada, faraona ripiena. Disponibili piatti per celiaci e vegani. Dolci di casa, tradizionali: mascarpone, zabaglione. Ma anche variazioni sul cioccolato, clafoutis al melone, cremino di yogurt. Ricarichi corretti nella carta dei vini, che andrebbe un po’ rimpolpata sulla Lombardia.

Leggi Anche

Domani un corso di cucina vegana al Centro Sociale Borgo a Faenza

Faenzanotizie.it Faenzanotizie.it è una testata registratapresso il Tribunale di Ravenna al n.1334del Registro Stampa in …