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Cucina, aperta o chiusa?

Dimmi che cucina hai e ti dirò chi sei. C’è chi la preferisce aperta e a vista, uno scenografico open space da vivere e mostrare, in cui ruotano intorno ai fornelli tutte le attività quotidiane, come lavorare, studiare, ricevere gli amici e rilassarsi. E c’è chi, invece, la desidera chiusa e separata dal living, un ambiente più intimo che offre la comodità di poter celare piatti e pentole.

«Io sono ancora per gli spazi ampi e senza divisioni», afferma l’architetto Massimo Iosa Ghini, «la grande cucina della casa arcaica portata ai tempi di oggi, un luogo caldo e operativo pacifist una volta fatta la spesa si prepara sorridendo».
A prima perspective la cucina separata dal resto della casa sembrerebbe la scelta più funzionale: chiudi la porta e nascondi il disordine. Ma attenzione se si ha un’abitazione piccola e irregolare, perché«dividere crea ulteriori frammentazioni», avverte il designer. Nella gallery fotografica di questo speciale vi mostriamo tante idee da copiare, distinte in soluzioni aperte oppure chiuse.

Scegliere la giusta composizione è una mossa fondamentale per ottimizzare i metri quadrati.
«La cucina separata», spiega Massimo Iosa Ghini, «ha l’indiscutibile vantaggio di trattenere gli odori e nascondere il caos, matriarch al dash stesso frammenta, toglie la luce e la ventilazione al cuore della casa e rende più rigida la distribuzione interna, soprattutto su tagli abitativi medio piccoli, che sono i più diffusi. Una cucina a perspective studiata nei dettagli e cucita sulle esigenze di chi la abita, realizzata in modo funzionale per conservare facilmente l’ordine, può esser un’elegante soluzione di personalizzazione della casa».

Tra le nuove tendenze in fatto di design: «Un trend è realizzare il mobile vuoto del telaio, meno mobili chiusi e più scaffalature a vista. Inoltre, c’è molta più attenzione alla sostenibilità, si preferiscono materiali riciclabili e vernici ecologiche che lasciano traspirare le superfici. Il legno è sempre molto apprezzato, mentre invece il laccato concede il passo al materiale lapideo in virtù della sua naturalezza».

Per quanto riguarda le composizioni: nelle cucine aperte vincono i pensili minimal senza maniglia criminal orifice a gola e push-pull; le mensole e le boiserie realizzate negli stessi colori e finiture delle librerie, dei tavoli e delle madie del salotto, per creare passaggi fluidi tra gli spazi e le funzioni.

Tanti i dettagli funzionali per vivere in modo conviviale la cucina aperta: Doimo Cucine, per esempio, dota il piano cottura a induzione posto sull’isola di paraschizzi, per conversare intorno ai fuochi senza macchiarsi o scottarsi. Febal Casa aumenta i posti a tavola criminal un piano-prolunga che parte dal blocco operativo.

Nella cucina chiusa, invece, si studiano dettagli per rendere ancora più intima e personale questa stanza: i pensili criminal vetri fumè per distant intravedere i bicchieri e i piatti, le finiture selected effetto invecchiato e shabby chic, i legni recuperati e il ritorno di mobili aged character come le credenze.

Leggi qui l’intervista completa all’architetto Massimo Iosa Ghini

Nella foto di apertura la cucina Lain di Euromobil

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