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Cristiana Capotondi interpreta Lucia Annibali, il coraggio di tornare …

“Non ci sarà mai una pena che possa riparare quello che mi è successo ma come donna di legge posso dire che nel mio caso giustizia è stata fatta. La condanna a 20 anni è il massimo che il nostro sistema prevede in casi del genere” dice Lucia Annibali, l’avvocatessa sfregiata in volto con l’acido in un agguato commissionato dal suo ex fidanzato, Luca Varani, il 16 aprile 2013. Diciotto interventi, la voglia di ricominciare, l’amore per la vita hanno fatto di lei la donna che è oggi: una combattente che emana grande forza con una grazia speciale. La sua storia è diventata un film per la tv Io ci sono di Luciano Manuzzi (tratto dalla sua biografia Io ci sono – La mia storia di non amore scritta insieme alla giornalista Giusi Fasano) che andrà in onda martedì 22 novembre su Rai Uno.


Nel pomeriggio il film, interpretato da una straordinaria Cristiana Capotondi, è stata proiettato a Montecitorio alla presenza della presidente della Camera Laura Boldrini.  “Noi in questa legislatura  abbiamo dato un segno chiaro e forte sulla violenza alle donne” ha detto Boldrini “Il primo atto è stata la ratifica della convenzione di Istanbul che stabilisce che la violenza sulle donne è una violazione dei diritti umani, c’è stato poi il decreto sul femminicidio, sul rispetto di genere abbiamo molte proposte di legge e abbiamo costituito l’intergruppo delle deputate. Le leggi sono importanti ma sono importanti anche i simboli e per questo ho voluto abbassare la bandiera l’8 marzo scorso, per le vittime delle violenze e per gli orfani delle vittime del femminicidio. Per me era quindi importante e scontato che un film come questo venisse proiettato alla Camera come segno di coerenza. Con Io ci sono la Rai fa servizio pubblico, come ogni volta in cui racconta storie importanti”. 

 “Visto l’allarme sociale che cresce relativo agli attacchi con l’acido ritengo sia auspicabile individuare una fattispecie di reato che tenga conto dei danni gravi ed irreversibili che costringono le vittime a convivere tutta la vita con un aspetto diverso dal proprio” dice Lucia Annibali “Se ancora penso a Varani (il mandante dello sfregio, ndr)? Poco. In genere penso a cose più divertenti. La paura che un domani possa uscire dal carcere c’è ma sarà una cosa che affronterò se e quando si presenterà il problema”. “Interpretare Luca Varani” osserva Alessandro Averone “è stato un ruolo ingrato, ma sono felice di averlo fatto perché penso e speroche possa servire agli uomini che guarderanno questa storia, a capire che il concetto di amore deve essere slegato dall’idea di possesso”.

Il film tv prodotto da Angelo Barbagallo – scritto da Manuzzi con Monica Zapelli e la collaborazione di Giusi Fasano – ripercorre la vicenda di Lucia, un’avvocatessa brillante di Pesaro, una donna piena di amiche, bella, innamorata della vita. L’incontro con Luca Varani (Alessandro Averone) stravolge la sua vita. Lui ha una compagna ma inizia una storia con Lucia, e quando lei lo lascia, organizza l’orrenda vendetta. Io ci sono segue le tappe di Lucia in ospedale, la sua battaglia per tornare a vivere, la paura di perdere la vista, la tenacia e la forza. “Io ci sono” dice al chirurgo interpretato con sensibilità da Gioele Dix, che le spiega che il percorso sarà lungo. Bendata, costretta a portare una maschera per proteggere la pelle rinata, Lucia oggi è una donna diventata simbolo delle donne vittime di violenza “ma anche delle persone ustionate” dice lei “Portare il peso di un dolore così grande è faticoso ma da ogni esperienza come la mia credo sia importante imparare e trasformarla in qualcosa di positivo che possa essere utile a se stessi e agli altri. Questa storia non parla solo alle donne ma a chiunque nella vita affronta momenti duri per non perdere mai il desiderio di vivere perché la vita vale sempre la pena di essere vissuta”.
“Su quel pianerottolo” continua Lucia “mi sono trovata di fronte alla morte ma in quel preciso istante ho scelto la vita e quando scegli la vita lo fai per sempre. I primi giorni nel Centro ustioni in ospedale sono stati molto duri. Nel momento in cui ho realizzato cosa era capitato mi sono sentita come risucchiare ma è una sensazione che ho avuto la forza di stoppare. Sono felice di aver conosciuto Cristiana, la ringrazio moltissimo per aver dato vita alla mia storia ed alla mia persona”. Lucia oggi vive a Roma,dopo la chiamata del ministro Maria Elena Boschi è consigliere giuridico del ministero delle Pari Opportunità, con una speciale attenzione alla violenza di genere. “Come dipartimento stiamo lavorando tanto; è una bellissima esperienza per me come donna che ha sofferto e che ha la possibilità di emanciparsi dalla sofferenza anche professionalmente”. Durante le riprese è stata sul set, ha seguito le riprese: “Per me Lucia è un vero eroe” commenta Capotondi “Una persona che ha sfidato il dolore in maniera sempre ironica e autoironica. Ha una leggerezza davvero difficile da riscontrare nelle persone che hanno vissuto eventi così tragici. Per me è stato un ruolo complicato da interpretare ma allo stesso tempo dal punto di vista esistenziale è stata una delle avventure più belle fatte in questi anni. questa storia, come tante altre che accadono purtroppo quotidianamente, ci fanno interrogare. Spero che questo film lo guardino tanti uomini, i nostri fratelli, figli, compagni. Penso che il “contro” non porti niente di buono, dobbiamo aiutare gli uomini a capire che tipo di donne siamo diventate e non è semplice. Dobbiamo prenderli per mano e insegnargli a trattare con le nuove donne”.


Un film che fa riflettere alla vigilia della manifestazione contro la violenza sulle donne del 25 novembre. “Questo su Lucia Annibali credo sia uno dei film più importanti che la Rai abbia realizzato negli ultimi anni, per l’importanza scottante del tema che tratta e per il messaggio esemplare che ne emerge” dice il direttore di RaiFiction Tinny Andreatta. “Quasi ogni giorno l’attualità ci ricorda quanto sia vivo e presente il problema della violenza contro le donne. I dati Istat rivelano che più del 30% delle donne tra i 16 e i 70 anni ha subito una forma di violenza fisica o sessuale durante l’arco della propria vita. Ma gli atti di violenza sono il prodotto più estremo e tragico di una cattiva cultura che riguarda il femminile. Rai Fiction attraverso tutta la sua produzione sta lavorando per valorizzare lo sguardo, il punto di vista e il ruolo delle donne. Lo abbiamo fatto attraverso la nostra serialità, mettendo in scena diversi modelli femminili, donne di oggi, indipendenti, che lavorano e che assumono ruoli di responsabilità. Lo abbiamo fatto con storie vere, emblematiche, che raccontano la forza delle donne, con La classe degli asini, il coraggio di Lea Garofalo o la storia di Felicia Impastato”.      

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