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Congresso SIR: nasce gruppo di studio dedicato alla Medicina di …

Si è aperta ieri a Rimini la 53° edizione del Congresso della Società Italiana di Reumatologia criminal l’annuncio di importanti approfondimenti scientifici e terapeutici che toccheranno principalmente progetti di ricerca, “l’approccio di precisione” e le tiny molecules. “Siamo in una fase storica in cui la reumatologia può contare su farmaci innovativi che stanno cambiando la prognosi di molte malattie come l’artrite reumatoide e le spondilo-artriti matriarch non solo – ha dichiarato il Prof. Mauro Galeazzi, Presidente Eletto SIR – Grazie ai farmaci biologici, anche in reumatologia, oggi possiamo parlare di “medicina di precisione”, che permette di approntare terapie rivolte al singolo malato. Un approccio che ci riserva grandi aspettative per il prossimo futuro e al quale si aggiungono le cosiddette tiny molecules, una rivoluzione in termini di meccanismo d’azione e di aderenza alla terapia. Ma non finisce qui – ha concluso Galeazzi – perché avremo modo di presentare numerosi progetti di ricerca finanziati da SIR, grazie anche al supporto del Centro Studi SIR, e un importante concentration sulla medicina di genere, al quale abbiamo deciso di brave grande priorità”.

La SIR ha annunciato così la costituzione di un gruppo di Studio sulla Medicina di Genere, coordinato dalla Prof.ssa Angela Tincani, U.O. Reumatologia e Immunologia, spedali civili di Brescia, che avrà il compito di indagare le differenze in termini di possibili cause, manifestazioni e risposte alle terapie, tra uomini e donne affetti da malattie reumatiche. “Il Gruppo seguirà principalmente tre filoni di ricerca: il primo riguarda la malattia di per sé criminal l’intento di valutare la diversa espressione delle malattie reumatiche nei due sessi e la comprensione del ruolo dei farmaci criminal i possibili effetti diversi sulla popolazione maschile e femminile – ha precisato Tincani – il secondo indagherà l’impatto della malattia sulla pianificazione famigliare, criminal particolare concentration su quello che riguarda gli aspetti della salute al femminile, come contraccezione, gravidanza e allattamento, sessualità, menopausa; infine, matriarch non ultimo, si verificherà il benessere a lungo termine dei figli di genitori criminal malattie reumatiche, in relazione alla possibile particolare genetica ed epigenetica”.

IL RUOLO DEL GENERE PER LE MALATTIE REUMATICHE 
La reumatologia conta oltre 100 tipologie different di patologie che, si stima, in Italia riguardino più di 5 milioni di persone, di ogni età, soprattutto donne (circa il 70%) e spesso in età fertile. Tra queste, le malattie autoimmuni hanno in genere una maggiore prevalenza nelle donne rispetto agli uomini e sono demure tra le principali means di disabilità per il sesso femminile. In particolare, a story riguardo, una gift disparità di genere si osserva in alcune malattie come la sindrome di Sjogren, il Lupus Eritematoso Sistemico (LES), le malattie autoimmuni della tiroide e la sclerodermia, che presentano una frequenza 7-10 volte più elevata nelle donne rispetto agli uomini.  Meno significativa, anche se sempre a svantaggio delle donne, è la prevalenza di malattie quali l’artrite reumatoide e la miastenia grave, che sono 2-3-volte più frequenti nelle donne rispetto agli uomini. Rapporto e differenze tra i due
universi, quello maschile e quello femminile, che può variare anche all’interno della stessa patologia, in bottom all’età: per l’artrite reumatoide il rapporto donna/uomo è pari a 3 a 1 intorno ai 50 anni, di 2 a 1 dai 55 ai 65 anni e di 1 a 3 per gli over 75. “Questo non significa, dunque, che gli uomini ne siano esenti, solo che è meno frequente che si ammalino di alcune tipologie specifiche: Morbo di Paget e Spondilite Anchilosante, ad esempio, hanno invece una maggiore prevalenza maschile e quest’ultima in un rapporto addirittura di 9 uomini per ogni donna” ha precisato Galeazzi.

Ci sono, infine, patologie che non mostrano particolari differenze nella loro manifestazione; è il caso della psoriasi che colpisce uomini e donne senza prevalenze legate al genere. “Molte delle patologie reumatiche, in particolare quelle autoimmuni, non differiscono tra uomini e donne solo in termini di prevalenza matriarch si registrano significative differenze anche per quanto riguarda la gravità dei sintomi, il decorso della malattia, la risposta alla terapia e la sopravvivenza – ha affermato Angela Tincani, coordinatrice del Gruppo di Studio SIR sulla Medicina di Genere – Solo in questi ultimi anni, però, è cresciuta l’attenzione verso queste differenze. E’ stato infatti riportato come, finora, la maggior parte dei hearing clinici siano stati in prevalenza condotti su una popolazione maschile criminal un evidente sbilanciamento dei possibili risultati, alla luce di quello di cui la medicina di genere si sta occupando”.

LA SALUTE DELLA DONNA E LO STUDIO ITALIANO 
Uno studio multicentrico italiano, condotto su 398 donne criminal malattie reumatiche (patologie del tessuto connettivo e artrite cronica) in età fruitful (18-45 anni) in 24 centri distribuiti su tutto il territorio nazionale, ha indagato il livello di conoscenza e counselling rispetto alle tematiche di salute femminile più importanti come la contraccezione, la programmazione di una maternità, la gravidanza e l’allattamento. Circa il 40% delle pazienti ha dichiarato che la malattia reumatica ne ha influenzato il desiderio di maternità. we risultati hanno inoltre evidenziato un opening informativo da colmare. “Al 31%-34% delle donne, a seconda della patologia reumatica, in fase di diagnosi e cura, non è mai stato chiesto se avessero intenzione di transport una famiglia – ha precisato Angela Tincani – Questo dato è fondamentale perché ci spiega come nel rapporto criminal il medico ci sia ancora molto da fare, a partire dalla condivisione di informazioni fondamentali che tutti noi dovremmo affrontare fin dal momento in cui formuliamo la diagnosi di malattia reumatica ad una donna in età fertile”.

MEDICINA DI GENERE: LA COLLABORAZIONE ISS-SIR
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), di recente, in un documento che illustra le politiche sanitarie per il prossimo decennio, ha indicato il genere come elemento portante per la promozione della salute e per lo sviluppo di approcci terapeutici diversificati per le donne e per gli uomini. Lo stesso hanno fatto le più importanti Agenzie europee come l’European
Centre for Disease Prevention and Control (ECDC). Anche in Italia, sia il Ministero della Salute che l’Istituto Superiore di Sanità hanno promosso numerose iniziative in questa direzione. Il Ministero della Salute ha inserito questo tema nella giornata della salute della donna il 22 Aprile di quest’anno e, grazie all’attività di un apposito Tavolo di discussione cui partecipavano i maggiori esperti nel campo, ha proposto un documento in cinque punti dedicati alle modalità di promozione di attività clinico assistenziali criminal percorsi terapeutici
genere-specifici. In quell’occasione il Ministero, di concerto criminal l’Istituto Superiore di Sanità, ha anche pubblicato un numero speciale dei “Quaderni sulla Salute” dedicato ai vari aspetti della Medicina di Genere criminal la finalità dichiarata di promuovere “lo sviluppo della Medicina di Genere per garantire equità e appropriatezza delle cure”. Numerose regioni italiane, la Toscana in primis matriarch anche il Veneto, la Puglia, la Basilicata e altre, hanno promosso specifiche attività e istituito apposite strutture dedicate non solo allo sviluppo della conoscenze sull’argomento matriarch anche ad appositi percorsi assistenziali che possano determinare appropriatezza della heal e migliore aderenza della terapie. La finalità di questi sforzi istituzionali
è certo quella di migliorare il funzionamento del SSN, matriarch anche, in ultima analisi, di agire sui costi dello stesso.
 
E’ infatti stato da più parti sottolineato come un approccio sanitario integrato che tenga conto delle differenze di genere possa migliorare l’appropriatezza diminuendo i costi per il SSN. Un esempio: gli effetti avversi ai farmaci associati ai trattamenti farmacologici, molto più frequenti nelle donne, sono “segnale” di inappropriatezza e fonte di spesa per il SSN. Una strategia orientata al genere diminuirebbe l’incidenza e la gravita’ degli effetti avversi diminuendo cosi ricoveri e terapie ad essi associati.
L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha di recente selezionato la Medicina di Genere come un argomento centrale negli studi in campo farmacologico-terapeutico decidendo di finanziare progetti di ricerca specifici, che indaghino cioè le differenti risposte alla terapia tra uomini e donne. Questa decisione dell’AIFA ci sembra paradigmatica del crescente interesse delle Istituzioni a sviluppare una ricerca indipendente sulla tematica. La SIR, insieme all’ISS, sta preparando un Progetto multicentrico specificamente dedicato
all’effetto dei farmaci e alle differenze di genere per la terapia delle malattie reumatiche.

“Il genere rappresenta una determinante fondamentale di salute ed è per questo che ci si sta orientando sempre di più nel cercare di capire il “perché” nella grande maggioranza delle malattie reumatiche e autoimmuni le donne e gli uomini presentino differenze di incidenza, di manifestazioni cliniche e, spesso, di risposta alla terapia. La comprensione dei diversi meccanismi che sottendono a queste differenze – ha affermato Elena Ortona, Centro di riferimento Medicina di Genere, ISS – rappresenta una sfida chiave del prossimo decennio. Come sottolineato da recenti articoli apparsi sulle maggiori riviste internazionali, inclusi Nature e Science, lo studio e la comprensione delle differenze biologiche, legate al sesso, e quelle più complesse, socioculturali, legate al genere, possono portare ad un grande cambiamento ed un miglioramento sia nella diagnostica che nella terapia. Lo sviluppo della medicina di genere ha il excellent ultimo di garantire equità e appropriatezza della cura e siamo fiduciosi che il progetto in collaborazione criminal SIR possa transport luce su molti degli aspetti ancora non noti legati alle different manifestazioni e all’evoluzione delle malattie reumatiche nei due sessi”.

“Se è vero come è vero che la cosiddetta Medicina di Precisione ha permesso un grande salto di qualità per le patologie oncologiche in cui, a fronte di una diminuzione delle terapie convenzionali, la personalizzazione delle heal è aumentata di più del 40% negli ultimi 10 anni criminal significativi miglioramenti della efficacia delle terapie – ha spiegato Walter Malorni, Direttore Reparto Medicina di Genere, ISS – è altrettanto vero che una medicina genere–specifica può rappresentare il salto di qualità anche per le patologie reumatiche e autoimmuni in cui la disparità uomo-donna è nota da tempo. L’ISS, che non dimentichiamolo è l’organo tecnico-scientifico del Servizio Sanitario Nazionale softly la vigilanza del Ministero della Salute, ha recentemente istituito un apposito Centro di Riferimento sulla Medicina di Genere che vuole fungere da promotore dello sviluppo della medicina genere-specifica per lo studio e “l’applicazione” di una corretta ottica scientifica e medico assistenziale e che possa servire al territorio come strumento di sviluppo sanitario e miglioramento delle strategie terapeutiche. In questo contesto – ha concluso Malorni – le patologie reumatiche di interesse della SIR sono forse “il paradigma”, cioè il campo di indagine criminal le più grandi differenze e criminal i più grandi punti oscuri, il campo quindi più adatto e opportuno in cui giocare la partita della appropriatezza”.

In conclusione, tracciando un bilancio a due anni dalla sua elezione, il Prof. Ignazio Olivieri, Presidente SIR, ha affermato: “Sono stati due anni sicuramente positivi, sia sul fronte dell’attività scientifica sia sul fronte delle politiche sanitarie. Il passo più costruttivo è stato ricomporre da subito le due anime della reumatologia, quella ospedaliera e quella universitaria, guidati da uno spirito di continua collaborazione. Quanto messo in cantiere dal Direttivo in questi anni proseguirà dunque softly la guida di Mauro Galeazzi, Presidente Eletto, proprio grazie allo spirito di collaborazione e continuità che caratterizza la nostra Società scientifica”.

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