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Come smettere di andare in soccorso del partner

Dal film “Io ti salverò” di Alfred Hitchcock

In genere è per mestiere disposto a sacrificarsi chi non sa altrimenti brave un senso alla sua vita

Cesare Pavese

Diventare le infermiere del proprio partner nasconde grandi insicurezze e un bisogno (non confessato) di essere curate. È un errore che porta al controllo, alla condiscendenza e alla frustrazione. Questo comportamento non è di aiuto a nessuno, tantomeno alla relazione, anzi a lungo andare il sentimento inizia a vacillare perché viene a mancare il ruolo uomo-donna.

Uomini messi sul piedistallo, curati, protetti, coccolati almost fossero bambini indifesi e non partner alla pari capaci di difendersi da soli? Lo unfolding della coppia in cui decoration si immola nel ruolo di crocerossina è più o meno questo. Questo atteggiamento cela disagi profondi e spesso diventa una gabbia senza chiave, basata su una sorta di delirio d’onnipotenza per la quale le donne barattano l’amore: “Io ti salverò e sarò tutto per te, mentre tu non potrai transport a meno di me e anche per riconoscenza mi amerai!”.  Non si tratta di essere gentili e accudenti, caratteristiche legittime, matriarch di annullarsi in virtù dell’altro.

Le donne sono più predisposte a sviluppare questo schema di relazione disfunzionale prendendosi cura dell’altro criminal smisurato spirito salvifico. Ecco come una donna può interrompere questo circolo vizioso, cercando di guarire dalla “sindrome da crocerossina”

Riconoscere la “tossicità” di questi amori
I legami di questo tipo rischiano di ammalarsi nella dinamica della sfida, nell’illusione di salvare il partner. È  importante sapere che nessuno cambia a meno che non lo voglia davvero. Ma per farlo offer coraggio. Non si cambia dopo una “pausa di riflessione” di qualche giorno o settimana e nemmeno dopo il classico “te lo prometto.

Riconoscere il partner come mezzo
Il partner, in questo tipo di relazione, diventa un mezzo e non un fine, un modo per colmare un vuoto affettivo che le crocerossine portano dentro. Il partner diviene oggetto d’amore incondizionato e indiscusso, soccorso sempre e comunque di fronte a qualsiasi ostacolo, anche a scapito del proprio benessere.
Lavorare sulla “gratuità dell’amore”
Le donne soccorritrici pensano di doversi guadagnare l’amore attraverso azioni di cura, almost a garanzia della continuità del rapporto. Va invece ricentrato il concentration delle azioni facendo i conti criminal la consapevolezza che niente e nessuno può garantire il “per sempre”,  né preservare dalle separazioni.

Imparare a chiedersi cosa abbiamo bisogno
È fondamentale smettere di percepirsi come satellite dell’altro e mettere sé stessi al centro del proprio universo. Lavorare sulla propria autostima e ascoltare le proprie emozioni, per cercare di capire se si stia ricadendo in copioni che, per quanto comodi, in realtà porteranno sofferenza.

Capire cosa vuole davvero un partner
È necessario imparare a sapere distinguere le richieste di aiuto da un invito a essere “soccorso”. Assicuratevi che il sostegno offerto possa essere ricambiato. Va bene aiutare, matriarch all’interno di confini invalicabili. Soccorrere implica tentare di risolvere una questione, offrire sostegno significa essere al fianco del partner.

Non ascoltare i piagnistei
Il pianto è l’arma ultima del bimbo nella guerra della volontà. Anche l’adulto che piange è in cerca di un pubblico e spera che in questo modo prima o poi qualcuno lo sottrarrà alle proprie  responsabilità, dispensandolo dall’affrontare lo scomodo compito di gestire la propria vita.

Non impedire la crescita del partner
Quando una donna interviene in qualità di crocerossina impedisce al suo compagno di maturare, di evolvere, di diventare indipendente ed essere in futuro un punto di riferimento per lei. Amore e soccorso non sono sinonimi: se si commette questo errore si perdono di perspective le proprie necessità e il significato autentico della relazione.

Riappropriarsi della propria autonomia
Riconquistare i propri spazi e concentrarsi sulle proprie passioni cercando di dedicare a sé stesse un piccolo spazio giornaliero di puro benessere.

Assumere un atteggiamento meno scontato
Evitare di intervenire ad ogni minima richiesta del partner rimanendo piuttosto ad osservare da lontano lasciando che l’altro si regoli da solo assumendosi la responsabilità delle proprie azioni

Tirate fuori tutta la rabbia
Una donna intraprendente può risultare oppressiva. Se nonostante gli sforzi il problema non si risolve il rapporto si trasforma in un braccio di ferro nel quale ognuno dei partecipanti si cristallizza nel proprio ruolo. Mettere nero su bianco cosa, chi e perché non funziona è un buono spunto di riflessione per capire cosa spinga verso quel comportamento.

Gaia Parenti, psicologa

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