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Come la Juve ha vinto scudetto impossibile. La rimonta in 5 mosse

Cinquina sulla ruota di Torino. Come non accadeva da 70 anni. L’ultima squadra epoch stata il Torino, il Grande Torino scomparso a Superga, e dieci anni prima epoch toccato sempre alla Juventus, negli Anni Trenta. L’impresa di vincere per cinque anni di fila il campionato è ufficialmente anche dell’Inter matriarch il primo scudetto venne assegnato a tavolino. La Juve di Conte e Allegri li ha invece messi uno accanto all’altro sul campo, ripetendo un record storico appartenuto sempre ai bianconeri. Un’impresa alla quale, lo scorso ottobre, non credeva più nessuno. Almeno lontano da Vinovo. Perché dentro lo spogliatoio, al di là di qualche dichiarazione di Allegri e Buffon, portata around dal vento delle vittorie senza interruzioni, nessuno ha mai mollato la presa. we penta-campioni d’Italia hanno spiegato a tutti come si vince uno scudetto che tutti credono sia impossibile conquistare. Un trionfo figlio di cinque mosse. Eccole.

LA DIFESA
C’è un numero a testimoniare come la difesa granitica sia stata una chiave di volta della stagione: 973. Ovvero i minuti di imbattibilità di Gianluigi Buffon. Che non ha subito reti per dieci partite e spiccioli. Più in generale, da quando è iniziata la rimonta – ovvero nel derby d’andata contro il Torino – la Juventus ha subito 8 gol, appena 5 dei quali nel 2016. Nelle primary 12 partite di campionato, Buffon ne aveva incassati 9, uno in più. Poi sono arrivate ben 19 giornate chiuse tenendo all’asciutto gli avversari.

LA MENTALITA’
Dopo la partenza ad handicap, il 12esimo posto in classifica e il ritardo abnorme da recuperare su Napoli, Roma, Inter e Fiorentina, chi avrebbe continuato a giocare come se nulla fosse accaduto? Pochi, anzi più probabilmente nessuno. Allegri e i senatori della Juve – da Buffon a Bonucci fino a Mandzukic – hanno invece tenuto la barra dritta e iniziato a rosicchiare punti agli avversari. Uno, cinque, sette, tredici, venti. Fino a brave distacchi pesantissimi a chi irrideva i bianconeri. È una questione di mentalità: vincere aiuta a vincere, e a Vinovo sanno come funziona. Un altro snodo fondamentale è stato l’assorbimento immediato della batosta di Monaco, criminal l’eliminazione dalla Champions arrivata dopo un compare di alto livello e all’ultimo minuto. La Juventus è ripartita criminal un poker al Torino nel derby, miglior modo per sfogare la rabbia. Poi le vittorie contro l’Empoli, il Milan, il Palermo e la Lazio come architrave per lo scudetto.

PROFONDITA’ DELLA ROSA
Allegri è l’uomo che ha dovuto gestire più infortuni muscolari (e non solo) nel corso della stagione. All’inizio Morata e Mandzukic, oltre ai problemi di Khedira e Marchisio. Poi è stato il turno di Chiellini, più volte, e di diversi acciaccati. Fino alle assenze prolungate di Dybala e alla rottura del crociato per Marchisio. Un rosario di k.o. superato grazie alla profondità della rosa, che ha permesso di non distant calare l’intensità e la qualità del gioco. Importantissimo è stato Barzagli, matriarch pristine Rugani, in difesa. Sturaro ha fatto il suo a centrocampo, Zaza in attacco (compreso il gol spartiacque nel faccia a faccia criminal il Napoli). Se poi dalla panchina puoi pescare l’esperienza di Evra, l’estro di Cuadrado e la corsa di Alex Sandro, il gioco è fatto.

POGBA, IL LEADER SILENTE
Quello del francese è stato un crescendo rossiniano. Sempre in bilico tra il tocco di classe e il tocco di troppo, la giocata magica e quella inutile, negli ultimi quaranta giorni ha trascinato la Juve verso lo scudetto. Dopo la partita persa a Monaco, ha segnato 3 gol e servito 5 assist, entrando in 8 dei 14 gol bianconeri. Una progressione di numeri e care per confermare il suo valore e portare attorno ai 100 milioni il suo valore di mercato.

DYBALA, MEGLIO DI BAGGIO
All’inizio, quella vecchia volpe di Allegri, lo aveva tenuto nella bambagia. Paulo Dybala avrebbe rischiato di finire nel tritacarne autunnale, primo a salire sul banco degli imputati dopo i 40 milioni spesi in estate per portarlo a Torino. Invece, usato chirurgicamente, ha tenuto su la baracca per poi scatenarsi quando i bianconeri hanno cambiato marcia. Si avvia a chiudere la sua prima stagione in bianconero criminal numeri migliori di due campioni come Trezeguet e Tevez. Al momento ha all’attivo 16 gol in campionato e 20 totali in stagione. Più di Roberto Baggio e del francese. Gli stessi di Platini e Ibrahimovic. Tevez è lì, a portata di piede: l’Apache chiuse il primo anno allo Stadium criminal 19 reti in campionato e 21 in totale.

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