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Colombia: com’è vivere a Santa Cruz del Islote?

Santa Cruz del Islote, una piccola isola nel Mar dei Caraibi a largo della Colombia, appartenente alll’Arcipelago di San Bernardo. Una serie di piccole isole situate a circa un’ora di barca dalla città portuale di Tolu. Amministrativamente è incorporata al dipartimento di Bolívar ed è compresa nel territorio del comune di Cartagena de Indias.

Identificata più di 150 anni fa da un gruppo di pescatori, si tratta di una “microscopica” isoletta di 12mila metri quadrati. Inoltre, decanta il record da guinness dei primati per la maggiore densità abitativa del mondo. Una popolazione di circa 700 persone, che può salire a 1200. Quando i bambini che frequentano la scuola secondaria, sulla terraferma, tornano dalle famiglie.

Gli abitanti di Santa Cruz, vivono in 98 coloratissime case, la cui compattezza è pari a quasi 105.000 abitanti per km².  Quattro volte più intenso di Manhattan. “Vivono così accalcati che dicono di sognare i sogni degli altri”. Vivono di turismo e delineano la propria isola: “un vero e proprio paradiso terrestre“.

Un’isola artificiale

Le isole di San Bernardo furono colonizzate nel XIX secolo da pescatori afro-colombiani, attratti da abbondanti riserve di pesce, aragoste e tartarughe marine. Mentre erano alla ricerca di nuove acque dove gettare le reti, un gruppo di pescatori, della città costiera di Baru, si accampò casualmente su questo piccolo disabitato.

I pescatori rimasero stupiti dal fatto che sull’isola non ci fossero zanzare (fatto molto raro nella zona), dormirono così bene la notte che decisero di rimanerci per sempre. Negli anni  è rimasto un posto da cui si va via solo da morti. Ovvero, perché sull’isola non c’è sufficente spazio per un cimitero.

E siccome l’isola non ha né mangrovie né spiagge, non ha neanche le zanzare, il che secondo gli indigeni era un fattore determinante per quei pionieri che avevano deciso di costruirvi l’anno 1870.

Oltretutto Santa Cruz è situata in un’area con abbondanza di coralli maturi per la raccolta motivo per cui è diventata un luogo che ha attirato persone a trasferirvisi. Costruendo casa e mettendo su famiglia.  

Purtroppo, però tra tante bellezze si insidiano delle notevoli problematiche. L’isola non è fornita di sistema fognario, non vi è acqua corrente e l’energia elettrica funziona grazie ad un unico generatore. E’ generata alternativamente da una centrale a combustibile e da due pannelli solari donati dal governo giapponese alcuni anni fa. Il primo fornisce energia durante le notti e le seconde quattro ore nel pomeriggio.

Ma di cosa vivono gli abitanti di Santa Cruz del Islote?

Primariamente di turismo, essendo una comunità molto isolata, hanno esplicitamente bisogno di risorse esterne per sopravvivere. Vista la mancanza di spiagge, per renderla attrattiva gli abitanti dell’isola hanno creato un metodo per far divertire le persone. Hanno realizzato delle dove gli ospiti possono fare il bagno insieme agli animali marini che popolano il mar dei Caraibi.

Tra questi sono incluse non solo le tartarughe, ma anche gli squali. Gli abitanti di Santa Cruz del Islote sono molto attenti a rispettare l’ambiente. La gestione dei rifiuti è una delle sfide a Santa Cruz del Islote, soprattutto ora che ha il progetto di rafforzare l’ecoturismo e diventare una “scuola di sostenibilità”. Attualmente la spazzatura accumulata viene portata a Tintipán e da lì a Cartagena quando raggiunge i 600 sacchi.

Tuttavia, gran parte dei rifiuti può essere visto sullo sfondo del mare cristallino . L’impatto della spazzatura sull’ambiente è contrastato dal lavoro dei “Saviors of the Reef” , il gruppo guidato da Adrián. Trenta tra bambini e giovani di età compresa tra 7 e 22 lavorano da brigate di pulizia con i pescatori per proteggere le specie in via di estinzione.

Densamente popolata

Nella logica dell’espansione di “una casa alla volta”, oggi l’isola ha più di cento case in cui risiedono circa 150 famiglie . Visto su una scala – come è necessario vedere l’enorme universo di questo piccolo territorio – la sua popolazione è cresciuta considerevolmente nel 2017, oltre il 10%, poiché sette bambini sono nati e nessuno è morto.

La longevità dell’isola è cambiata recentemente,  anche quando la donna più anziana, di 101 anni, è andata a vivere con i suoi bambini a Cartagena. Lasciando il posto a un’altra signora che oggi ne ha 88.

Non manca la gioventù, infatti a Santa Cruz de Islote si ha come  l’impressione che sia l’isola più giovane al mondo. Il 60% della popolazione sono bambini e adolescenti . Inoltre, va sottolineano che, essendo isolati, non hanno né crimine né violenza e insistono per essere circondati da un paradiso, ma in realtà hanno gravi carenze strutturali e ognuno di essi rappresenta una lotta quotidiana.

Felicia Bruscino

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