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Circolare su abbigliamento, il dirigente: “Andiamo al mare in costume ma ci presentiamo eleganti ad un colloquio di lavoro”

Inviato da- Premetto che non sono abituato a farmi trascinare in polemiche da parte di chi, per ben altri scopi di quelli che ufficialmente dichiara, è a caccia solamente di visibilità.

Non avrei mai pensato che l’effetto di una mia circolare potesse essere quello di produrre articoli sulla stampa, addirittura nazionale. E’ una circolare che emetto ogni anno, che ho modificato solo per una frase, e sul fatto che solo quest’anno abbia destato tanto scalpore penso ci sarebbe da chiedersi il perché.

Nel merito: probabilmente la circolare avrebbe potuto essere più precisa e specificare che esistono lunghezze dei pantaloni ‘accettabili’, penso che sarebbe stata comunque utilizzata per una diatriba sui centimetri di pelle scoperti.

Forse non tutti sanno che la scuola non è finita. Ci sono gli Esami di Stato ed in questo periodo dirigenti, docenti ed alunni saranno impegnati in un importante appuntamento che conclude il percorso di studi. Spostiamo un attimo il punto di vista. Chi si occupa di scuola si occupa di didattica, si occupa di formazione, si occupa di aspetti pedagogici ed educativi.

Quello di cui ci occupiamo in realtà è di tutela e di cura. Cura per i nostri alunni, cura per le nuove generazioni, cura per il futuro stesso del paese. La scuola è luogo di cultura, di aggregazione sociale, di integrazione. In un luogo nel quale si vivono così alti valori è fuori luogo educare al concetto di ‘appropriatezza’? Per ciascun luogo c’è un linguaggio appropriato. E l’abbigliamento costituisce una forma di linguaggio. Andiamo al mare in costume ma ci curiamo e presentiamo eleganti ad un colloquio di lavoro.

La scuola per molti è anche luogo di lavoro. Penso ai miei colleghi, costretti molte volte a dividersi tra più scuole, esposti alle critiche e molte volte agli attacchi, a volte ai limiti dell’ingiuria (a me hanno dato del dittatore!). Svolgiamo questo lavoro con la consapevolezza che dietro ad ogni atto burocratico, che costituisce gran parte del nostro impegno, ci sono i volti, le speranze, le situazioni personali dei ragazzi e dei bambini che, per il tempo che trascorrono tra le mura degli edifici scolastici, ci sono affidati.

Penso ai miei docenti, moltissimi dei quali mi hanno manifestato la loro approvazione, vicinanza, solidarietà. Ogni giorno, a volte carichi dei loro vissuti personali, si affiancano ai nostri alunni nell’avventura della crescita.

Penso al personale di segreteria, disponibile nei confronti dell’utenza, sempre curato ed attento all’immagine, consapevole di essere il primo biglietto da visita, assieme ai collaboratori scolastici, della scuola. Penso a questi ultimi, che con dedizione ed amore per il proprio lavoro mantengono la scuola pulita ed accogliente.

Credo che tutte queste realtà siano meritevoli di rispetto. Credo che di fronte ad una realtà positiva, motore di crescita per il territorio, credo che di fronte, addirittura, a ciò che rappresenta la scuola nel nostro Paese, non solo si debba curare il proprio abbigliamento, ma si debba essere consapevoli del valore del luogo in cui ci si trova.

Cordialmente.
Il Dirigente Scolastico
Prof. Stefano Marconato

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