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Cinquanta ricette per salvare il pianeta dalla catastrofe

Quindicimila autosufficienti per frutta e verdura

Il viaggio di Dion e Laurent — un viaggio nel mondo di oggi, là dove esistono iniziative e progetti che cambieranno il mondo di domani — è stato lungo e complesso: dagli «incredibili commestibili» di Todmorden (Regno Unito, 15 mila abitanti, la prima città che nel 2018 diverrà autosufficiente nella produzione di frutta e verdura) agli abitanti e amministratori Copenhagen; da Eric Scotto, Ceo della Akuo Energy, a Guoni Jóhannesson, Ceo dell’autorità Islandese National Energy. Eppoi il team della Bristol Pound, il movimento per l’agricoltura urbana di Detroit, o i membri della rete «Balle» (Business Alliance for Local Living Economies) e i partecipanti alla «rivoluzione delle pentole e delle padelle» in Islanda (il movimento nato nel 2009 dopo il crack finanziario, con l’obiettivo di cambiare la costituzione e l’organizzazione economica del Paese), dove i bambini a scuola imparano anche a gestire le risorse naturali. Sono partiti dall’Università di Stanford, 40 minuti d’auto da San Francisco, il luogo dove è nato lo studio choc pubblicato su Nature, per chiedere alla biologa antropologa Liz Hadly e al paleobiologo Tony Barnosky: «Siamo davvero all’alba del tracollo?» (nella foto sotto, Melanie Laurent e Cyril Dion nel documentario «Domani»).

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