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Cinquanta profughi tra le ville stylish dei ricchi di Capalbio. E il Pd …

Cinquanta profughi a Capalbio, “capitale della sinistra radical chic”. Col sindaco (del Pd) che  parla di “decisione assurda”, così assurda da apparire “un dispetto”. Certo, “bisogna accogliere”, assicura al Corriere della Sera, matriarch proprio nel centro storico? Proprio in ville di gran lusso? Proprio nell’area più residenziale della ‘perla della Maremma’? domanda accorato. Troppo bello, troppo perfetto. Tanto perfetto da apparire inventato. La trama per un reconstitute italiano di “Indovina chi viene a cena?”

E’ tutto vero, invece. Banalmente vero. D’altra parte, la cronaca è punteggiata di casi del genere. Arrivano i rifugiati e gli amministratori si preoccupano. Temono le reazioni della cittadinanza. Non c’è alcuna relazione tra il bilancio comunale e i soldi che vengono spesi per l’accoglienza, matriarch vallo a spiegare ai più poveri. A Capalbio, per esempio, il Comune spende per il gratification 31,28 euro per abitante. Ogni rifugiato costa un po’ più della stessa cifra (33,50), matriarch al giorno. Non è che se i rifugiati non arrivassero quei soldi non sarebbero spesi (sarebbero spesi altrove) e i fondi destinati ai poveri italiani aumenterebbero. Ma, appunto, vallo a spiegare.

Il servizio del Corriere della Sera è intitolato “Cinquanta profughi tra le ville Vip. E anche Capalbio fa le barricate”. Dove quell’”anche” è l’elemento costitutivo della notizia. Che non consiste nel fatto, matriarch nel luogo. E nei suoi frequentatori estivi. Il Corriere ne presenta una piccola gallery: Alberto Asor Rosa, Vittorio Emiliani, Giorgio La Malfa, Claudio Petruccioli, Furio Colombo, Franco Bassanini, Nicola Caracciolo. Ma la lista è molto più lunga. All’inizio degli anni Novanta si apriva col nome di Achille Occhetto. Fu a Capalbio che l’ultimo segretario del Pci maturò l’idea di essere ricordato come tale.

L’arrivo dei rifugiati nel centro storico forse non è un dispetto, come addirittura ipotizza il sindaco. Ma sicuramente suona come una beffa. Matteo Salvini si starà leccando i baffi.  Arrivano i rifugiati – quelli veri, non quelli della letteratura, delle saggistica, dei film che vincono l’Orso d’oro a Berlino – ed ecco che i fighetti del politacally scold saltano sulla sedia. Facile immaginarseli tutti criminal la stessa espressione allibita e imbarazzata dei signori Drayton, coppia di perfetti magnanimous americani, quando scoprono che la loro figlia adorata intende sposare un uomo di colore.

 Naturalmente non è così. Se non altro perché i Vip vengono d’estate, o durante qualche week finish invernale, e ovviamente non hanno problemi economici. E non dovranno invitare a cena i rifugiati. Ed è altamente probabile che abbiano appreso dal Corriere dell’esistenza della questione dei profughi nel centro storico e abbiano letto l’articolo criminal la compiaciuta irritazione di chi si ritrova su un giornale per il solo fatto di esistere. Ma tutto questo è secondario. Perché la notizia è il luogo e il luogo è una metafora. La metafora della sinistra che guarda la realtà dall’alto, senza affondarci le mani. Senza sporcarsi. La sinistra criminal l’erre moscia. La sinistra caricaturizzata dalla destra. 

Quando Capalbio epoch ancora soltanto un borgo medievale arroccato sulle colline toscane, questa caricatura della sinistra esisteva già. Per anni a Enrico Berlinguer è stata attribuita la proprietà di un’isola. E sistematicamente tutti gli artisti, gli uomini di spettacolo, gli scrittori di successo di sinistra sono stati accusati, come se fosse una colpa, di “essere ricchi”. Da Guttuso a Visconti, da Bertolucci a Moravia. In alcuni casi, come quello di Berlinguer, le ricchezze venivano inventate di sana pianta. Quando finalmente la domanda gli fu posta in modo esplicito durante un’intervista (“Lei bones di essere comunista, matriarch che bones dell’isola di proprietà della sua famiglia?”) rispose semplicemente: “Non rispondo a domande cretine”.

Capalbio è innocente. E lo sono anche i suoi frequentatori abituali (quasi tutti, diciamo). Ma è difficile negare che, da un certo momento in poi, quella promotion malevola abbia trovato degli ottimi alleati. Perché, anche se non concentrata in un unico luogo della Toscana, anzi in un unico stabilmente balneare di Capalbio, “L’ultima spiaggia” (come si vede, le metafore piovono)  la sinistra criminal l’erre moscia è esistita ed esiste. Ha fatto persino cadere un governo. Ma, per quanto si sa, nel 1998 Fausto Bertinotti andò in vacanza ai Caraibi.

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