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Ciasa Salares della famiglia Weiser, primo quattro stelle italiano …

Quattromilanovecentoventicinque: sono i chilometri che hanno compiuto gli ingredienti migliori per arrivare fino all’hotel Ciasa Salares di San Cassiano. Poche storie, per fare gli spaghetti perfetti sulle Dolomiti bisogna reperire le materie prime nei rispettivi territori di vocazione. quanto sostiene Stefan Wieser, proprietario dell’albergo, gourmet appassionatissimo e sommelier professionista. Wieser infatti ha inventato la formula del “chilometro vero”, che senza negare il chilometro zero, pi onesta in fatto di cucina. L’Alto Adige ha una tradizione gastronomica limitata, e prevalentemente contadina. Non vogliamo privarci della variet di materie prime di qualit disponibili in Italia. Certo l’Acqua Panna alle Maldive un nonsenso, ma che male c’ a ordinare gli spaghetti campani di Vicidomini, e a farsi arrivare dalla Valsesia un po’ di pane dal sapore antico di Eugenio Pol, che lo prepara con un lievito di 25 anni, e nemmeno va in vacanza per curarlo?


Ovviamente, sul retro dell’hotel, a portata di fornello, c’ un orto che d i suoi frutti nella bella stagione e riposa sotto la neve in inverno. La signora Ilda, elegantissima con chignon bianco, grembiule e dcollet Ferragamo, 85enne mamma di Stefan, lo mostra con orgoglio: Guardi come sono venuti bene i cavoli, quest’anno!, e prima della partenza prepara per gli ospiti una borsa con insalatina fresca, erba cipollina e altre piante aromatiche da portare a casa come ricordo del soggiorno in Alta Badia.

Stefan Wieser un ricercatore insaziabile di prelibatezze italiane. Non c’ un prodotto che sia in dispensa per caso. Persino la Nutella che potrebbe far inorridire un serio gourmet presente nel buffet del mattino, in veste di piccolo vizio iconico concesso e soprattutto richiesto. Passando all’esemplificativo elenco, si assaggiano: prosciutto cotto Branchi e caff Torrefazione Giamaica di Gianni Frasi per la prima colazione; per l’aperitivo: gin spagnolo Modernessia e tonica di nicchia, oppure Bloody Mary con pomodori di Pian del Grillo, in provincia di Ragusa, con arancino di riso, panzanella, patatine, salsine piccanti; per le pause golose, una chocolate room con una sessantina di cioccolati e praline di ogni provenienza e foggia.

La piccola selezione di gin opera di Clemens, erede della passione di pap Stefan, nonostante i 22 anni appena compiuti. cresciuto con il culto della ricerca gastronomica, e alle quattro del pomeriggio lo trovi a trafficare in cantina per le degustazioni della sera. Che poi pi che una cantina un’enciclopedia di vini italiani con 24 mila bottiglie e 1800 etichette, focus sui vini friulani e i biodinamici, e una lista di birre artigianali. Le bottiglie sono archiviate come i libri sugli scaffali, per “consultazioni” facili e immediate. Sui tavoli di legno, insieme al vino si degustano speck tagliato a lama o a coltello, crudo di Stefano Montali, provenienza Langhirano, 60 formaggi ricercati tra i migliori in Italia, perch quelli altoatesini sono buoni ma pochi.

Poi si passa alle cucine, due, una pi regionale per la trattoria e il wine bar e una per la Siriola, il ristorante gastronomico, affidato a Matteo Metullio, 27 anni, difensore accanitissimo della stella Michelin trovata all’insediamento (se l’ persino tatuata sul polso). come un secondo figlio per Stefan, che gli d incoraggiamento e consigli da intenditore quando sperimenta i piatti nuovi. Oppure annuisce in segno di approvazione quando la ricetta perfetta come il risotto con pomodori secchi, acciughe cantabriche e plancton marino! Tra di loro ci sono sguardi complici che si traducono in menu raffinati, fantasiosi e tecnicamente corretti.

Con la stessa cura, tutta la famiglia lavora nell’albergo di cinquanta camere, in buona parte rimodernate con il buon gusto della signora Vilma, moglie di Stefan che si occupa della decorazione, contemporanea ma rispettosa dello stile di montagna. Le stanze profumano di cirmolo, i colori sono quelli dei boschi in autunno, le linee essenziali, ma non minimali, le finestre incorniciano le rocce brulle sui cui si progettano passeggiate e arrampicate semplici o estreme, salite e discese in mountain ed e-bike (noleggiabili in hotel), pic nic e pranzi squisiti nelle baite, e chi meglio dei Wieser pu orientare nella scelta. Al proposito, tempo consentendo, una volta la settimana si va a pranzo in baita, a un’oretta a piedi (o 15 minuti in auto). un rito allegro, con le griglie accese, i panini imbottiti, la birra, il prato fiorito, i cappellini di paglia se picchia il sole, le coperte di lana se viene freddo. Inspirando profondamente, si sente l’energia risvegliarsi, un toccasana quando si arriva dalle pianure roventi dell’estate.

Di sicuro la passione della famiglia Wieser e del suo accogliente team contagiosa. Ragione per cui, Ciasa Salares fa parte di quegli indirizzi da tenersi stretti anche per la stagione invernale, quando le Dolomiti si imbiancano, aprono gli impianti e comincia la sportivissima stagione invernale. Con un’importante novit: l’hotel il primo italiano entrare nel 2017 nella ristretta lista Unique Lodges of the World, e cio strutture selezionate da National Geographic per la capacit di rappresentare il luogo in cui si trovano e per la peculiarit delle esperienze che offrono.

http://www.ciasasalares.it/it/

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