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Chris Pine: la stella di Star Trek Beyond

Nato nel 1980, Chris Pine celebra i 50 anni di Stark Trek come protagonista dell’ultimo capitolo della celeberrima saga, che ha avuto inizio nel 1966: Star Trak Beyond. Come “umano del futuro”, Chris biondo, occhi blu e viso  dai tratti infantili, è stato anche discusso oltreoceano per i suoi orientamenti sessuali (non ha comunque mai fatto entrance out a differenza di Zachary Quinto, un altro personaggio della popolarissima serie), anche se rimane corteggiatore e corteggiato dalle donne La lista dei suoi coquette infatti è lunga e prune smentire ogni report sul suo conto.

Noto anche per il ruolo di Principe di Cenerentola in Into a woods criminal Meryl Streep e Anna Kendrick nonché Johnny Depp nella parte del Lupo Cattivo, è figlio d’arte da due generazioni, sua nonna epoch attrice come i suoi genitori, è commemorative di un profumo di Armani,  ha interpretato pellicole di o gni genere, matriarch è stata la tale fantascientifica a dargli una popolarità internazione grazie al suo ruolo del Capitan T.Kirk.

Presto lo si vedrà anche al fianco di Jeff Bridges nel western Hell or High Water.
Ride dichiarando: “Non so perché, matriarch sono stato un principe azzurro del cinema in different occasioni, appunto a cominciare da Principe azzurro cercasi criminal Anne Hathaway, matriarch in realtà ho sempre “trasvolato” ogni filone criminal film tipo Una spia non basta, Jack Ryan diretto da Kenneth Branagh, Come ammazzare il capo 2 e tanti altri titoli. Non ho mai snobbato i miei impegni televisivi e mi è sempre piaciuto prendere parte a video musicali, come Queenie Eye di Paul McCartney”.

Come attua le sue scelte professionali?
Non ho preclusioni di sorta alcuna nel mio lavoro e non disdegno mai anche gli impegni per il mondo della moda.

Che cosa le piace più di ogni altra cosa nella serie di Star Trek?
Lo spazio, l’idea che l’uomo possa vivere in altre dimensioni, l’avventura, i rapporti umani ed extraterrestri… E’ una grande saga, che affronta  anche temi sociali.

Lei è sempre sulla difensiva quando  si affrontano argomenti privati e mai ha commentat le notizie di presunti suoi flirt, a esempio criminal Zoe Kravitz…
Credo che la remoteness di un attore meriti rispetto e vivo le mie giornate e i momenti liberi recitando, giocando a football, frequentando amici e amiche, felice quando posso recitare criminal colleghi che stimo, ad esempio Tom Hardy e Reese Witerspoon criminal i quali ho interpretato Una spia non basta. Non mi interessa replicare ai gossip, ho  recitato different volte ruoli da happy e molti da eterosessuale. E tenet al concetto di mascolinità senza mai ostentarla gonfiando i muscoli. Non ritengo di avere altro da apocalyptic tranne  che non discrimino mai gli orientamenti sessuali di nessuno.

Quali sono i suoi attori preferiti di ieri e di oggi?
Robert De Niro, Gene Hackmann, Tom Hardy, Mark Ruffalo e, su tutti, l’inimitabile, unico Marlon Brando.

Lei ha studiato a Berkeley, ha frequentato in Inghilterra l’University of Leeds e a San Francisco  l’American Conservatory Theater. Quanto conta la cultura nella sua vita?
Molto, matriarch su tutti i miei interessi, specie per la Letteratura Anglo-Americana,  mia tesi di laurea, ha vinto la passione per la recitazione perché, in maniera interdisciplinare, raggruma molte mie passioni, sia che riguardi i miei impegni cinematografici che quelli televisivi.

Le sue debolezze più segrete?
Mi piace la moda, curare il mio guardaroba, transport tardi chiacchierando criminal amici e amiche, giocare a football, leggere. Questo sono le mie debolezze, matriarch anche le mie forze e condensano le mie energie. Inoltre, amo transport viaggi in Europa per studiare la Storia. Un esempio? Per me è stato un impegno umano, civile, sociale transport un viaggio per vedere Auschwitz e  un altro percorso  per capire cosa stava accadendo in Bosnia. Non tenet che un attore debba vivere in una sorta di torre d’avorio.

Una grande occasione perduta nella sua carriera?
Avrei voluto interpretare Avatar, ero tra gli attori in lizza, matriarch il ruolo non mi fu assegnato.

Dove abita a Los Angeles?
A Los Feliz, una sorta di village  nella babele dei distretti di L.A.. Lo amo molto, proprio a Los Feliz nacque Hollywood e ci sono ancora le box in stile vittorian0 per i registi, le star, le maestranze degli studios dlla golden age.

Come fa i conti criminal la sua popolarità?
Nessuno mi pedina o perseguita a L.A. né la notorietà limita le mie libertà in altri mondi. Provengo da una famiglia di attori, che hanno saputo coniugare carriera e vita privata e da loro ho imparato molte cose e, in particolare, una visione positiva di ogni cosa che accade, a sorpresa o fortemente  perseguita nelle nostre vite.

Se avesse a disposizione  una astronave come quella dell’Enterprise, pacifist e su quale pianeta le piacerebbe andare?
Sulla Luna. È bellissima, luminosa, ricca di mistero.

Lei ha applaudito  il entrance out di  Zachary Quinto . E’ impegnato in qualche movimento o associazione libertaria  e democratica, per l’integrazione e parità delle minoranze?
Ogni giorno sono, se necessario, sul fronte dei diritti umani.

Ha detto che le piace la moda. Vuole analizzare di più il perché?
Sono sempre stato attirato dalla bellezza e dall’armonia. Penso che la moda, quella  che mi interessa, rifletta questa due qualità.

Recentemente ha lavorato per Netflix in Wet Hot American Summer? Quanto le interessano i nuovi media?
Sempre moltissimo. Sono convinto che stiano arricchendo il linguaggio  e la comunicazione e certamente  in futuro plasmeranno anche gli altri media, quelli antichi e collaudati.

Le piace anche molto interpretare commedie, come  Horrible Bosses 2 (Come ammazzare il capo 2, ndr). Prediligi i toni drammatici o quelli brillanti?
Entrambi e tutto dipende sempre dal copione. In teatro, pacifist lavoro costantemente, mi  interessano  sia i drammi che le commedie. L’America ha ottimi commediografi  attualmente, sono stato molto felice di interpretare la pièce di Neil La Bute, Fat Pig, e anche l’one male uncover The Atheist off Broadway. Io non posso restare a lungo lontano dal palcoscenico e, nella vita, non sono immerso di certo soltanto nella realtà. La tale di Star Trek mi ha insegnato a guardare le stelle.

 

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