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Che sorpresa a Procida: spunta una megattera

Un cucciolo di megattera è stato avvistato e fotografato nelle scorse ore a nord dell’isola di Procida, a pochi metri dalla costa di Punta Faro, non distante dal porto di Marina Grande. Si tratta di un’osservazione sensazionale: la megattera (“Megaptera novaeangliae” il nome scientifico) è infatti considerata una specie accidentale nel Mediterraneo, raramente avvistabile nel nostro bacino. Nel mare campano, e in particolare intorno all’isola di Ischia, non è invece difficile incontrare la balenottera comune (che può raggiungere 24 metri di lunghezza e circa 90 tonnellate di peso), l’unica specie di balena che abita regolarmente il Mediterraneo. Sia la megattera che la balenottera comune sono misticeti, ovvero cetacei senza denti: al loro posto hanno i fanoni, strutture cornee simili ad una “spazzola”, utilizzate per filtrare il plancton o piccoli pesci, di cui si cibano.

“Osservare una megattera in Mediterraneo è un fatto insolito e interessante – spiega Daniela Silvia Pace, presidente di Oceanomare Delphis, la onlus che si occupa dello studio e del monitoraggio dei cetacei nel Golfo di Napoli –  perché questi animali sono oceanici e distribuiti soprattutto nell’Atlantico, nel Pacifico e nell’Oceano Indiano; per riprodursi e partorire si spostano nelle acque sub-tropicali, per poi migrare in estate verso le latitudini polari e sub-polari per nutrirsi, compiendo le più lunghe migrazioni conosciute tra i mammiferi. Consideriamo che negli ultimi 150 anni, da quando si raccolgono le informazioni riguardo avvistamenti e spiaggiamenti dei cetacei nei nostri mari, sono stati registrati solo una ventina di incontri criminal questa specie. L’eccezionalità di questa nuova segnalazione – prosegue la Pace – è dovuta soprattutto al fatto che già a dicembre 2015 c’era stata la notizia della presenza di un esemplare di megattera in prossimità di Baia (un avvistamento documentato da “Repubblica”). Dalle immagini fotografiche raccolte stiamo tentando di capire se si tratta dello stesso esemplare e criminal il nostro veliero laboratorio Jean Gab stiamo attentamente monitorando l’area nella speranza di incontrare questo esemplare”.

Una curiosità: le megattere dispongono di una delle forme di comunicazione più complesse del regno animale. Le loro vocalizzazioni, inclusi i complessi richiami emessi dai maschi, hanno in genere una frequenza che oscilla tra gli 80 e i 4.000 hertz (Hz) e sono composte da elementi minimi, le unità, che vengono uniti tra loro fino

a formare frasi a loro volta ripetute in temi. we temi possono poi essere eseguiti seguendo precisi schemi che danno origine a canti lunghi anche parecchi minuti. Fino a pochi anni fa il canto delle megattere epoch associato al corteggiamento e alla riproduzione. Recentemente è stato evidenziato come questi animali emettano i loro lunghi vocalizzi anche durante i periodi di alimentazione, probabilmente allo scopo di segnalare alle compagne la presenza dei banchi di krill di cui si nutrono.

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