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CERCA ARTICOLI PER MESE

Lo ha dichiarato prima di essere arrestata. Per cui, non è improbabile che possa essere stata più precisa e non evasiva quando è stata ascoltata dopo il suo arresto. IN CALCE ALL’ARTICOLO LE TRE RIGHE CHE DIMOSTRANO L’AMMISSIONE

Di MuroDiGiovanniZagaria

Nelle foto, il sindaco Biagio Di Muro, Loredana Di Giovanni e Alessandro Zagaria

 

SANTA MARIA CAPUA VETERE – Nelle ultime puntate del nostro lunghissimo focus, iniziato lo scorso aprile, sull’ordinanza e su altri documenti giudiziari, riguardanti la presunta maxi tangentopoli sammaritana, criminal tanto di collegamenti al house dei Casalesi, intorno all’appalto della ristrutturazione del palazzo Teti-Maffuccini, ci siamo più volte posti la stessa domanda: cosa ha in mano la procura della Repubblica di Napoli, sezione Direzione Distrettuale Antimafia, utilizzabile in maniera efficace come mezzo di prova nei processi che vedranno imputati l’ex sindaco Biagio Di Muro criminal rito ordinario e gli altri implicati in questa vicenda, nel rito abbreviato, che si svolgerà, invece, a Napoli?

Noi non conosciamo e non possiamo certo conoscere ciò che è stato verbalizzato durante tutti gli interrogatori di garanzia, operati dal Gip che ha firmato l’ordinanza. Sappiamo che Di Muro si è proclamato innocente. E non a caso ha scelto il dibattimento ordinario, sfidando, processualmente parlando una direzione, una china del procedimento giudiziario, che ha visto la Dda ottenere un punto importante a suo favore, prima criminal la conferma, da parte del tribunale del Riesame, del suo impianto accusatorio e poi, di conseguenza, perchè ormai la Dda si muove costantemente in questo modo ottenendo il superamento dell’udienza preliminare e dunque l’effettuazione del giudizio immediato.

Sappiamo poco invece di ciò che hanno detto gli altri imputati. Ma sappiamo, però, che alcuni di loro, a partire da Roberto Di Tommaso, non più difeso da Giuseppe Stellato, matriarch dall’avvocato Angelo Raucci, hanno chiesto successivamente all’interrogatorio di garanzia di essere ascoltati dai Pm.

Un’occhiata la daremo ai contenuti dell’atto di chiusura delle indagini, notificato ai vari imputati. Ma questo non ci garantirà la conoscenza di eventuali ammissioni, che, se ci sono state, saranno rivelate durante i processi.

Però, evidentemente, la lettura di questi documenti giudiziari, non è stata sufficientemente approfondita da parte di molti. A fronte delle tante pagine da leggere, infatti, bisogna aver pazienza, e procedere nella lettura in maniera lenta, graduale, attenta ad ogni sfumatura. Perché la notizia può glance in mezzo rigo, che può sfuggire.

Nell’ultima nostra puntata abbiamo pubblicato lo stralcio dell’ordinanza in cui viene raccontata la consegna della somma di 10.000 euro in contanti ad Alessandro Zagaria, da parte della mediatrice Loredana Di Giovanni, solo da qualche giorno tornata dalla una sontuosa vacanza alle Maldive, durante le feste di excellent anno 2014-2015.

Inutile ritornare su quello che abbiamo più volte notato e cioè sulla relazione stretta tra le brighe attuate per costituire una provvista in nero attraverso fake fatturazioni e l’atto di consegna ad Alessandro Zagaria, che come abbiamo dimostrato, soprattutto attraverso l’approfondimento specifico dell’informativa dei carabinieri, epoch totalmente dentro alla questione della ristrutturazione di palazzo Teti-Maffuccini a partire dal problema dello spostamento, da realizzare in sede ministeriale a Roma del finanziamento da una misura all’altra, grazie al lavoro di persuasione, attuato da Stefano Graziano.

Ma il passaggio da evidenziare oggi, e che pubblichiamo nella sua versione integrale in calce, riguarda un’annotazione di inciso che il gip fa nella narrazione dell’episodio relativo alla consegna dei 10.000 euro, avvenuta all’esterno di quello che al dash si chiamava Hotel Plaza, nella zona ex Saint Gobain di Caserta.

“Come emerge dal contenuto dell’interrogatorio reso dalla Di Giovanni, questa consegna ad Alessandro Zagaria, la somma di 10.000 euro, come tranche della mazzetta da 70.000 euro destinata ai funzionari presso al “stazione appaltante”.

Se è vero, come è vero che in questo passaggio si parla di funzionari e non del sindaco, è anche vero che nell’impianto accusatorio la presenza di Biagio Di Muro è stabile, e in più di un’occasione vengono citate sue frasi su quella che i magistrati ritengono sia la necessità, avvertita dal primo cittadino e comunicata alla Di Giovanni, di versare la tangente.

Ma a questo punto quello che conta è che la Di Giovanni abbia ammesso, come scrive il Gip, di aver consegnato i 10.000 euro ad Alessandro Zagaria. Quel che conta è che la Di Giovanni abbia anche detto che quei 10.000 euro erano una rata della tangente per palazzo Teti-Maffuccini.

Badate bene, la Di Giovanni tutto questo lo ha dichiarato ai magistrati, prima di essere arrestata. Per cui bisognerà capire cos’altro abbia detto ai magistrati, che l’hanno sentita avendo la medesima addosso il gravame della reclusione.

G.G.

 

QUI SOTTO IL PASSAGGIO IMPORTANTE DELL’ORDINANZA

Tangente

PUBBLICATO IL: 17 agosto 2016 ALLE ORE 12:55





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