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Carogna ma genio: al Museo di Scienze Naturali Newton spiegato ai ragazzi

858.119 ingressi complessivi: li hanno realizzati nel 2018 i dieci Musei provinciali dell’Alto Adige.

Rispetto al 2017, si tratta di un lieve calo dell’1,05%.

Il numero rimane comunque in linea con quello degli ultimi anni, nei quali ha toccato sempre, e spesso sforato, gli 800.000 visitatori complessivi.

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Il miglior risultato di sempre dalla sua inaugurazione, 296.066 ingressi lo ha ottenuto nell’anno appena trascorso il Museo Archeologico dell’Alto Adige di Bolzano con la sua star Ötzi.

A conseguirlo hanno contribuito, tra l’altro, la celebrazione per il ventennale del museo, la prima italiana del film per ragazzi “Ötzi e il mistero del tempo” e diverse pubblicazioni di rilievo internazionale sull’ascia di Ötzi e sul contenuto del suo stomaco.

La mummia esposta al museo si conferma una delle attrazioni più amate dell’Alto Adige.

In 197.300 nel 2018 hanno visitato il Touriseum – Museo provinciale del turismo a Castel Trauttmansdorff, a Merano, preferendo la mostra temporanea sui passi alpini, la seconda edizione del Vintage Market Merano e il convegno internazionale su vita quotidiana e lavoro del personale alberghiero negli ultimi cento anni.

Il Museo provinciale Miniere ha richiamato nelle sue quattro sedi sul Monteneve e in Valle Aurina complessivamente 93.733 persone, che si sono immerse nell’ambiente ostile e nella dura vita dei minatori di un tempo.

Il Museo storico-culturale della Provincia di Bolzano Castel Tirolo ha chiuso l’anno con 73.300 ingressi. La struttura, che gestisce anche Castel Velturno e la Cappella di Santo Stefano a Montani di Sopra, nei pressi di Laces, ha proposto ben tre mostre temporanee.

Cresce il Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige di Bolzano, che ha totalizzato 82.030 ingressi (+16,7%).

Merito delle due apprezzate esposizioni sui ragni giganti e sulle metamorfosi degli insetti, oltre che di quella, ancora in corso, sulla fisica, che permette a tutti di esplorare fenomeni scientifici in maniera divertente. Il museo si è distinto anche nel campo della ricerca.

Quanto ai tre musei etnografici, il Museo provinciale degli usi e costumi di Teodone, il Museo provinciale della caccia e della pesca Castel Wolfsthurn di Mareta e il Museo provinciale del vino di Caldaro, riuniti sotto una direzione unica, hanno accolto complessivamente 53.962 visitatrici e visitatori.

Nel suo secondo anno come Museo provinciale, il Forte di Fortezza vanta una crescita a 34.300 ingressi (+9,5%).

Oltre al programma ordinario, l’anno scorso il Forte ha ospitato la prima mostra d’arte prodotta in proprio, “Sconfinamenti”, con opere di Julia Bornefeld e Michael Fliri, la biennale d’arte internazionale “Academiae Youth Biennial”, un evento per ricordare la fine della Prima Guerra Mondiale e l’“Arte d’Avvento”, percorso con opere e installazioni di sei artiste/i che si confrontati criticamente col Natale e la sua commercializzazione.

Chiude il museo provinciale ladino con le sue due sedi: il Museum Ladin Ciastel de Tor di San Martino in Badia e il Museum Ladin Ursus ladinicus di San Cassiano, che nel 2018 insieme hanno realizzato 27.428 ingressi.

 

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