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Caldo: terrazza hotel Capo d’Africa, Colosseo e buona cucina

ROMA – L’arrivo dell’estate e il completamento del restauro del Colosseo sono due ottime “scuse” per cenare in terrazza sul roof dell’Hotel Capo d’Africa di Roma nel ristorante che non a caso si chiama “L’Attico”. La bella stagione ha portato con sé anche un nuovo chef, il giovane e comunicativo Erio Ivaldi, che propone piatti classici, sia di terra e che di mare, della tradizione italiana e romana. Nel suo menu si colgono qua e là anche influssi francesi dovuti alle esperienze lavorative parigine ma soprattutto la ricerca di materie prime fresche, di qualità artigianale, con una storia dietro.

Per una cenetta sotto le stelle l’albergo offre due opzioni, una mini terrazza con scorcio sull’Anfiteatro Flavio o un più ampio spazio en plein air con una vista piuttosto rara per i cultori della Città eterna: le absidi della Basilica dei SS. Quattro Coronati. Allo spettacolo per la vista si somma una cortese accoglienza e attento servizio di sala e un menu capace di calamitare i pasionari della cucina romana, da non perdere le mezze maniche all’Amatriciana, come le contaminazioni regionali.

L’idea è quella di una cucina che mette tutti a proprio agio, i tradizionalisti pastasciuttari così come i vegetariani e gli habitué dell’apericena.

I gustosi spaghettoni di Gragnano con pomodorini datterini “accesi” da burrata di Andria e bottarga svelano le origini pugliesi dello chef Ivaldi che ama fa la spesa personalmente in mercati selezionati o approvvigionandosi da piccoli produttori: salumi, formaggi, carne, ortaggi sono laziali (prosciutto e patate sono della Tuscia) con qualche incursione nei vicini Abruzzo (l’agnello), Campania (mozzarella, pomodori del Piennolo) e Puglia (l’olio, la burrata, il caciocavallo).

Interessante il capitolo dei secondi che già dal nome, “Secondi a nessuno”, sottolinea l’orgoglio e la predilezione dello chef per la materia. Se fosse un esame, le domande a piacere verterebbero sulla Rana pescatrice e l’agnello di Scanno Igp con carciofi e pecorino romano Dop. Per concludere un must è il Tiramisu presentato in un barattolino di vetro; per chi ama sapori global una voluttuosa mousse di cioccolato trinitario o la pera al Moscato con ricotta romana dolce e dulce de leche.(ANSA).

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