Home / Viaggi / Buongiorno spiagge d’Italia

Buongiorno spiagge d’Italia

Paolo Nicolai e Daniele Lupo sono in finale all’Olimpiade di Rio. Giocheranno nella notte tra giovedì e venerdì contro i campioni del Mondo Bruno-Alison. Questa è la cronaca della notte che è appena passata, la notte della semifinale, la più bella della storia del beach volley italiano.

Sveglia alle 3.58, perché siamo su un sabbia bellissima e inesplorata. Siamo dove non eravamo mai stati prima. Nessuno dei nostri ci aveva mai portato fin qui. A tutti siamo stati grati, negli anni, per averci accompagnati fin sotto alle semifinali dell’Olimpiade. A Laura, Annamaria, Daniela, Lucilla e poi a Marta, Greta e agli stessi Paolo Nicolai e Daniele Lupo. Quadriennio dopo quadriennio la semifinale era rimasta là, vicina e inarrivabile.

Adesso finalmente ci siamo, Paolo e Danielino ci hanno portati tutti, tutti noi gente del beach italiano. E dobbiamo essere ben svegli, nel silenzio della notte di mezz’agosto.

Di là dalla rete ci sono Semenov e Krasilnikov, russi, come già gli avversari battuti nei quarti. Ma stavolta è Russia 1. Non sono solo fortissimi, come è ovvio e inevitabile in semifinale, sono anche due che i nostri soffrono parecchio. I precedenti veramente dicono che Lupo e Nicolai hanno vinto 5 volte su 8, tra cui le ultime due, compresa la finale dell’Europeo di quest’anno, a Bienne, in Svizzera. Ma quel che terrorizza è il ricordo dell’ultimo Mondiale, all’Aia, un anno fa. I nostri incrociarono Semenov e Krasilnikov nei sedicesimi, e andò male. Vinsero il primo set, perché nella sua fase centrale Paolo sparò quattro ace di fila. Poi Danielino non trovò più la via per scavalcare il muro di Semenov, con suoi 2 metri e 10. Fu tutto un su e giù. Fino a quella bomba al servizio di Nicolai in mezzo ai due russi nel finale di tiebreak, Semenov fece una ricezione con un solo braccio, quasi perfetta. Dal quasi break per noi al cambio palla Russia. E poi al 14-16, e fine del Mondiale.

Non pensiamoci. Nemmeno durante il primo set, in cui non abbiamo armi per far break point. Se non i colpi estemporanei di Paolone, un muro qua, un ace là. Troppo poco. Assomiglia tutto dannatamente al secondo parziale dell’Aia. I russi non sbagliano, Semenov fa ombra a muro, per scavalcarlo bisogna rischiare o tirare alto, e o sbagli o ci arriva Krasilnikov. Ne esce un 21-15 per loro. Non si potrebbe aggiungere nemmeno un po’ di silenzio alla notte, e non si potrebbe oscurarla più di così.

Voltiamo pagina, ma davvero. Se Daniele comincia a difendere poi prende il ritmo e in un modo o nell’altro la maniera di fare cambio palla la trova. Ed è così che va. Siamo avanti, e ci restiamo. Danielino è dappertuto, non si arrischia coi suoi nocchini, ma riesce a fare a fette il campo così che Krasilnikov non ci arriva più: è 21-15 per noi. E’ tiebreak. Il tiebreak più importante della breve storia del beach volley italiano.

In cui si va punto a punto, come era prevedibile. Un break per noi. Poi rischiano di farlo loro: ma c’è una prima palla decisiva, sull’8-7 Russia, con Lupo che per il terzo tocco è costretto ad andare del tutto fuori banda sulla destra (in posto 4, direbbe un vero cronista di pallavolo), Semenov, curiosamente, decide di saltare a tutta a muro sulla parallela. Danielino gli sbuccia la punta delle dita: mani e fuori, 8-8.

La seconda è più un simbolo, perché per la verità siamo già avanti di un break, 11-10 per noi: dopo una gran difesa i russi riescono in qualche modo a ributtarla nel nostro campo. E Danielino non ci pensa nemmeno per un centesimo di secondo, nel momento più importante della carriera, nel tiebreak della semifinale olimpica, a Copacabana, gli esce tutto il beach che ha giocato fin da quando era alto meno di un metro, con papà Carlo e nonno Giorgio, a Fregene. Di prima, in bagher, piazza a punto: 12-10.

Sarebbe troppo bello se fosse finita lì: dopo il cambio palla Semenov mura Nicolai ed è 12-12.

Paolo e Daniele sono una strana coppia. Non per via dell’assortimento, che non potrebbe funzionar meglio. Ma per le caratteristiche comuni che spesso li differenziano da tutti gli altri. Rispetto a a tanti avversari sono diversi fisicamente: in un mondo di muscolosi, quando non muscolosissimi, loro sono smilzi. E sono differenti come indole: sono quanto di meno italiano potreste immaginare. Non protestano quasi mai, non litigano tra di loro. La loro forza è mentale, che è poi il primo requisito per giocare a beach.

Danielino, svagato e talentuso come nessuno, un anno e mezzo fa è stato operato per un tumore (qui la storia) . Paolino, abruzzese di poche chiacchiere e tanta determinazione, era il palleggiatore della nazionale juniores, lui, alto 2 metri e 5. Lo voleva la Lube, lo volevano tutti, solo lui non voleva giocare indoor. Preferiva l’università. E meno male che gli hanno fatto vedere il beach.

Capisci che la loro è una forza di testa, di nervi e di carattere, prima ancora che di tecnica sul 13-12 per noi di questo benedetto tiebreak, quando Paolo Nicolai, nel momento più delicato trova la concentrazione e la coordinazione per sparare una battuta violenta e perfetta. Krasilnikov la tiene in qualche modo, la sua ricezione finisce a fondo campo. Così che lui e il suo socio non posson far altro che rispedire la palla da noi. E noi facciamo 14-12. Cambio palla. Tocca noi: battuta su Danielino, ricezione, alzata di Paolo. La palla piazzata da Daniele Lupo accarezza la sabbia di Copacabana e il cuore di tutti noi in Italia.

Buonanotte Paolo, buonanotte Daniele, è bellissimo viaggiare con voi nel buio italiano e arrivare fin qui dove non eravamo mai stati. Buonanotte a voi e a tutti quelli con cui lavorate. E Buongiorno Italia.

 

Questo blog è
Su Twitter 
@chepalleblog
Qui su
 Facebook (nella pagina molte altri video e amenità che non trovate sul blog, per cui, anche per il vostro bene e per tenervi sempre aggiornati, sarebbe una gran bella idea mettere un bel “Mi Piace”)
Qui su 
Pinterest
Qui su 
Instagram 
Qui su 
Vine

Leggi Anche

L’Ecuador sarà la nuova meta delle vacanze dei ricchi

Un piccolo Paese fuori dalle rotte turistiche, l’Ecuador sta diventando una meta molto apprezzata dal …