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Bruno Vespa, l’ultimo libro: sesso e amore, i nuovi costumi

Roma, 4 novembre 2016 – COME VIVEVANO le donne le trasformazioni nel loro intimo? Molte sembravano appartenere completamente al mondo precedente. Ne fa fede ancora una volta «Il saper vivere» di Donna Letizia (Colette Rosselli) sul settimanale «Grazia». «Ho baciato il mio fidanzato sette volte con la lingua: sarò incinta?» chiede una ragazza tormentata dal dubbio. E una lettrice che sta per sposarsi: «Quali disposizioni devono avere i coniugi nel letto matrimoniale? Vorrei sapere se vigono nel letto le stesse regole di quando un uomo accompagna una signora per strada».Bruno Vespa

Molte le lettere di mogli deluse o insoddisfatte. Alcune confessavano di vivere con il marito come sorella e fratello, altre di fare l’amore ogni tre mesi o, addirittura, una volta all’anno. Gina di Padova era andata a farsi curare: «Ho detto al medico dei rapporti insoddisfacenti con mio marito e lui mi ha dato dei consigli. Presto dalla teoria siamo passati alla pratica e io con lui finalmente ho raggiunto l’orgasmo. Ho imparato molte cose. Questo dottore, tanto paziente e gentile, si dimostra soddisfatto dei progressi che con lui ho fatto e continuo a fare».

Alcune lettrici raccontano di aver praticato con il marito sesso «contro natura». «Ho provato lo stesso piacere di quando il rapporto avviene per via normale» ammette Franca di Matera. «Ma voglio tornarmene dai miei».

Dina di Legnano è perplessa: «Mio marito vuole invitare nel letto coniugale la mia migliore amica. Che devo fare?». Nel 1965 Concetta, una giovane vedova alla quale manca il sesso, scrive: «Cara Donna Letizia, vendono arnesi atti a soddisfare una donna: se ne faccio uso, manco di rispetto alla memoria del mio amato defunto?».

Nel 1968 una signora confida: «Al cinema mio marito si siede dietro di me e se il mio vicino di posto si fa ardito, lui lascia fare e io pure. Lui dice di non avermi amato così tanto come quando sta a guardare. Faccio quel che faccio metà di mia volontà, metà per compiacerlo. Sono complice di un guardone». Anche allora esistevano donne affascinanti e mature, spesso vedove, che cercavano di sedurre i giovani mariti delle figlie (oggi le chiamano Milf, acronimo dell’espressione inglese «Madri con le quali mi piacerebbe fare sesso»). Nel 1966 Giorgio scrive: «Mia suocera vuole insegnarmi come si fa davvero l’amore». Quella di Eduardo fa di peggio: gira nuda per casa e lo molesta. Lui lo racconta alla moglie, che ne ride: «È solo l’infatuazione di una vedova infelice». Mario, invece, si è felicemente rassegnato: «Da due anni vado a letto con mia suocera. Col fisico meraviglioso che ha, non riesco a staccarmene». Alfonso ha una zia alla Lisa Gastoni: «Mia zia non mi dà tregua» confida a Donna Letizia. «Dice che sta vivendo con me gioie d’amore che non ha mai provato… (….)

Libere di tradire

Come s’incontrano oggi uomini e donne? Una ricerca dell’istituto Tns fatta per Meetic, un sito d’incontri, i cui risultati sono stati commentati da Luca Mastrantonio sulla “Ventisettesima ora”, il blog al femminile del Corriere della Sera, rivela che un uomo su quattro, di età compresa tra i 25 e i 65 anni, ha iniziato una relazione in chat (…)

«Alle rose rosse corrispondono i like su Facebook,» scrive Mastrantonio «alle serenate le canzoni di YouTube, ai “Ti amo” sui muri sotto casa le scritte sulla bacheca.» «Prima incontravo una donna e le chiedevo di uscire insieme nel weekend» ha scritto Rob Fee su «Playboy». «Ora scelgo fra 4000 profili e spero che un paio di donne vengano a letto con me nel finesettimana. Prima mi chiedevano: dove hai trovato la tua fidanzata? Al bar, in palestra? Oggi mi chiedono su quale app l’ho incontrata. Una volta si scrivevano lettere d’amore, ora ti arrivano foto nude su Snapchat. Se rompevi con la tua fidanzata le restituivi i regali, oggi lei ti toglie l’amicizia su Facebook.»

La pornografia online si è presa le sue vendette. Secondo l’università di Padova e la Fondazione Foresta, interpellate da “Panorama” nell’estate del 2016, 7 giovani italiani su 10 la guarderebbero abitualmente, venendo ripagati da calo del desiderio e da eiaculazione precoce (che, secondo la Società italiana di urologia, colpirebbe 5 milioni di uomini), mentre un’inchiesta pubblicata nello stesso periodo dal Corriere della Sera conferma che sta crescendo anche l’interesse femminile per questo genere di siti: tra i fruitori mondiali di pornografia virtuale, le donne italiane rappresentano, infatti, il 27 per cento, piazzandosi al quattordicesimo posto al mondo, prima degli Stati Uniti. Secondo un’indagine commissionata dalla Pfizer (la multinazionale produttrice di Viagra), il 70 per cento dei maschi italiani dichiara di fare sesso almeno una volta alla settimana, contro il 57 per cento della media mondiale. (…)

Anche l’infedeltà ha avuto la sua evoluzione. Nel 2006-10, soltanto il 4 per cento delle donne nate nel 1940 aveva avu- to più di 5 partner nell’arco della vita, mentre per le nate nel 1980 la percentuale saliva a 15. Meno marcata la differenza per gli uomini. Il 18 per cento degli uomini nati nel 1940 aveva avuto più di 10 donne, contro il 25 di quelli nati nel 1980. Aveva quindi ragione Natalia Aspesi, storica commentatrice di costume per «la Repubblica», quando negli anni Ottanta sosteneva che «l’adulterio è il cardine di ogni buon matrimonio all’antica»? Anche in questo campo la vera rivoluzione è stata compiuta dalle donne.

«L’appetito sessuale femminile smette di essere un segreto e diventa una libertà da rivendicare» ha scritto Simonetta Sciandivasci sul Foglio nell’agosto 2016. «Anche le ragazze possono volere solo divertirsi, godere, sostituire – moltiplicandoli – gli amanti, mandare tutto all’aria, scappare coi marinai, gli sconosciuti, i dongiovanni.»

Nell’estate del 2016 ha avuto grande audience il reality «Temptation Island», trasmesso sui canali televisivi Mediaset: sei coppie di fidanzati vivono per alcune settimane in due villaggi separati dove coabitano con single che rappresentano, appunto, la tentazione. Le relazioni ufficiali s’intrecciano con quelle occasionali strette con gli sconosciuti. «Il tradimento viene così spogliato del suo tratto distintivo, il segreto,» commenta la Sciandivasci «e viene sottoposto agli occhi di tutti (concorrenti e telespettatori) affinché finisca sulla bocca di tutti e chi lo subisce ne faccia uno strumento per risultare migliore, integro rispetto all’altro. «Ho usato Claudio per far ingelosire Davide» confessa Georgette, che fin dalla prima puntata, lontana dal suo compagno, aveva esclamato che Claudio le era «entrato dentro in tre secondi». … Poi davanti al suo uomo si ritrae, mette la testa sotto la sabbia. Mente. S’assolve perché «non l’ho mai baciato», convinta che tradire significhi desiderare un altro corpo e non un altro orizzonte». Oltre non c’è più nulla, se il tradimento diventa spettacolo pubblico. Quanto è lontano il tempo in cui «le signore preferivano la misericordia: il tradimento, confessato o intuito che fosse, era solo una delle numerose bassezze maschili cui toccava rassegnarsi per preservare il focolare…».

Anche una donna del calibro di Franca Valeri rivela, nella sua autobiografia “Bugiarda no, reticente”, di aver subìto tradimenti seriali dai suoi due mariti, l’attore e regista Vittorio Caprioli (per dieci anni) e il direttore d’orchestra Maurizio Rinaldi (di quattordici anni più giovane, per i successivi trenta). «Non ho mai fatto scenate né sventolato valigie» ha raccontato a Leonetta Bentivoglio della Repubblica. «Il mio guaio con gli uomini è stato sempre quello di rendermi indispensabile. Una specie di roccia, un sostegno nella vita e nel lavoro. Intanto loro facevano un po’ quello che volevano». E lei sopportava, anche quando Rinaldi le raccontava le sue avventure: «La sua memoria delle donne ripassate era topografica». Ma «quando si ama qualcuno è più affascinante possederlo con i gesti della vita che con quelli del sesso… Che una stesse nel suo letto mezz’ora prima d’incontrarlo non mi faceva piacere, ma se gli avesse lavato i capelli l’avrei uccisa». Oggi è tutto diverso: «Le donne non si mostrano più assuefatte ad avere un solo uomo nella vita. (…) Ora la donna riconosce a se stessa l’importanza del fatto fisico con più facilità».

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