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Bora Hansgrohe, al Giro con Majka ma senza Sagan

Si chiamerà Bora Hansgrohe e sarà la trasposizione nel World Tour della precedente formazione Bora Argon 18, militante fino al 2016 nel circuito Professional. Un nuovo sponsor e nuovi innesti, per un nuovo debutto che non passerà di certo inosservato. Perché i nuovi fari di questa restaurata compagine saranno nientemeno che il bi-campione del mondo Peter Sagan e il talentuoso polacco Rafael Majka, che promettono già battaglia, attraverso i propri profili social (Sagan) oppure dalle pagine della prestigiosa rivista on-line Cyclingnews.com (Majka).

Il campione slovacco ha già lasciato intuire, con un semplice tweet in cui non vede l’ora di tornare a correre il Giro di California, come i suoi programmi del 2017 saranno i medesimi degli anni precedenti. E come biasimarlo, visti i risultati ottenuti? Però questo annuncio implica anche l’ennesima mancata partecipazione al Giro d’Italia, alla sua centesima edizione, e sarà un peccato non vederlo ai nastri di partenza della gara più rappresentativa della nazione che lo ha adottato quando era ancora uno sbarbato (e rasato…) ragazzino.

Se i programmi di Sagan saranno gli stessi di sempre, anche Rafael Majka non intende discostarsi di molto da quello che è stato il percorso sviluppato lo scorso anno. Giro e Tour, con un ruolo da capitano alla corsa rosa, dove cercherà di migliorare il quinto posto ottenuto nell’ultima edizione e magari raggiungere l’obiettivo già fissato e non raggiunto del podio finale, e in appoggio a un capitano (Leopold König?) al Tour de France. Ritiene che avrà più libertà, in questa nuova squadra, e che avere ancora al suo fianco precedenti compagni di squadra potrà favorirlo nell’inserimento. Ben otto corridori della defunta Tinkoff sono stati infatti ingaggiati dalla squadra tedesca, che correrà anche sulle stesse biciclette Specialized del dismesso team di Oleg Tinkov, e non ci resta che sperare che almeno le maglie rimangano nere, o che perlomeno non diventino giallo fluo, altrimenti si rischierebbe di esagerare nell’accostarsi, se non addirittura copiare, ai trascorsi altrui.

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