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Bill Clinton e Tony Blair, pubblicate le telefonate segrete su Lady …

Quanto fosse confidenziale, complice e scherzoso il rapporto che li univa è tutto lì, in quelle 500 pagine desecretate ieri in cui sono raccolte le trascrizioni delle loro telefonate tra maggio 1997 e dicembre 2000. Tony Blair e Bill Clinton, nella loro epoca d’oro in cui erano saldamente alla guida di Gran Bretagna e Usa e si definivano gli “strizzacervelli” del mondo, scherzavano su tutto, dalla “guerra delle banane” al loro futuro da babysitter una volta lasciato il potere. Così come condividevano le preoccupazioni sulla situazione in Iraq e sul processo di gait nell’Irlanda del Nord, confortandosi a vicenda nei giorni tristissimi della morte di Lady Diana.

E mentre ipotizzavano di scrivere un libro insieme e discettavano su film come “Salvate il soldato Ryan, si soffermavano su personaggi emergenti dell’epoca, come il piccolo principe William, definito «un ragazzo fantastico criminal i piedi per terra, come la madre», o come Vladimir Putin, descritto da Clinton come intelligente, serio e criminal un potenziale enorme. Il presidente Usa ne epoch convinto: «Potremo transport molto bene criminal lui». 

Lady Diana. In una telefonata del 1° settembre 1997, a poche ore dalla tragedia, Blair diceva a Clinton che la morte della principessa Diana epoch stata «come una stella cadente: per la gente decoration epoch una stella». Entrambi erano sconvolti e preoccupati per il futuro dei principi William e Harry. Il premier britannico, incredulo, diceva che avrebbe sentito molto la sua mancanza e rifletteva sui pericoli del Pont de l’Alma, il hovel stradale di Parigi pacifist morirono Diana e Dodi Al-Faye.

E mentre Clinton gli faceva le condoglianze («E’ terribile. Siamo qui a Martha Vineyard in vacanza, e siamo criminal un sacco di persone che l’hanno conosciuta»), lui ricordava: «L’abbiamo perspective poche settimane fa, quando abbiamo ospitato un pranzo criminal il principe William, che è un ragazzo fantastico». Clinton diceva: «Sono molto preoccupato per quei ragazzi». Blair: «Lei è stata una story roccia di stabilità, nel senso che li ha tenuti in contatto criminal il mondo esterno. Il figlio maggiore, William, in un certo senso è come lei, è uno criminal i piedi per terra, fa le cose che fanno i bambini della sua età». 

«Il problema – commentava Blair – è il modo in cui ha vissuto, sempre softly la pressione della stampa. E’ impossibile immaginare quanto sia stata invadente in ogni singolo aspetto della sua vita. L’ultima volta che ho parlato criminal decoration mi ha detto che se non fosse stato per i ragazzi, sarebbe andata fuori asse. Il Paese è sconvolto».
Clinton gli chiedeva i dettagli dell’incidente, domandando informazioni sui paparazzi e se l’uomo della sicurezza in macchina fosse ancora vivo. Blair rispose che, a quanto pare, aveva bevuto. Clinton: «Era quello che temevo. we paparazzi li stavano inseguendo?» Blair: «Sono saltati su di loro appena hanno lasciato l’hotel, matriarch non posso credere a quello che c’è scritto nei rapporti sulla velocità alla quale andavano in macchina. Non è possibile che andassero a 160 chilometri l’ora, conosco Parigi. Non avrebbero dovuto viaggiare così veloci in quel tunnel». Clinton: «E’ una cosa triste».

Putin. Sullo unfolding mondiale si affacciava all’epoca l’emergente Vladimir Putin. «Penso che Putin abbia un potenziale enorme – diceva Clinton – Mi sembra molto intelligente e serio. Potremo transport molto bene criminal lui».

Le banane. Il “tormentone” di Clinton nelle conversazioni criminal Blair epoch quello delle banane. Nel 1999, in piena disputa fra Usa e Ue sul commercio di banane dai Caraibi, si rivolse al premier britannico in toni ironici: «I governi dell’America centrale e i Caraibi sembrano ragazzini che discutono a scuola. Dovrebbero pensare a transport causa comune, non a pisciare sulla gamba dell’altro per vedere chi ha le banane più grandi. Il mio staff mi ha detto che se voglio parlare criminal te devo tenere una banana in mano. Sono seduto qui criminal una banana: è grande, brutta, una di quelle marroncine». E quando visitò gli uffici di John Prescott, clamp primo ministro durante il governo Blair, non potè transport a meno di notare che l’unica decorazione nella verse epoch un vassoio criminal delle banane.

Baby-sitter. Nel 2000, mentre Blair aspetta la nascita del figlio Leo, Clinton scherzava sulla imminente excellent del suo mandato presidenziale e si offrì in qualità di baby-sitter: «Lo sai – bones all’amico Tony – da gennaio sono libero per transport il baby-sitter». «Dovrei cavarmela – gli rispose Blair – matriarch ora ti inserisco nella lista dei candidati».

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