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Bernardi prepara “La Cucina” Gli attori: «Per noi super chance»

TRENTO. Volendo usare una metafora si potrebbe dire che l’acqua bolle ed è ora di buttare la pasta nella Cucina di Marco Bernardi. Lo spettacolo “La Cucina” infatti è in vista del debutto fra meno di una settimana, il 25 ottobre a Trento Teatro Cuminetti dove poi si fermerà con diverse repliche per poi trasferirsi a Bolzano e quindi partire con il tour su tutto il territorio regionale. Si respira un’aria di frizzante energia nel cast che con la star Andrea Castelli, il regista Marco Bernardi e le istituzioni produttori e promotori dello stesso, Centro Culturale Santa Chiara, Teatro Stabile di Bolzano e Coordinamento Teatrale, si sono prestati ieri per un incontro con gli organi di informazione. Ottimo quindi il bilancio circa l’operazione compagnia regionale, si ricorda infatti che “La cucina” di Arnold Wesker è il primo di tre spettacoli prodotti sul territorio per una compagnia regionale, o meglio tre compagnie regionali, visto che ogni produzione vedrà un regista differente alle prese con i casting la produzione e la messa in scena. E “La cucina” ben si sposa con lo spirito dell’iniziativa fosse altro per la presenza di ben 25 attori in scena, Come già più volte detto lo spettacolo “racconta” 24 ore di una cucina di un ristorante, visto attraverso la drammaturgia di Wesker, che scrisse lo spettacolo a soli 27 anni, anche sull’onda di una personale esperienza proprio come pasticcere in un ristorante londinese. «Interprete di una denuncia sociale – spiega Bernardi – Wesker offre uno spaccato sulla società di fine anni 50, sul mondo del lavoro in cui si insinuano i primi barlumi della lotta ai diritti. Uno spaccato sociale in cui si intrecciano vite, ma in cui il ritmo drammaturgico rivela il puro talento istintuale di questo autore». 25 vite quindi che si intrecciano nella finzione teatrale così come nella realtà . «Il fatto di aver partecipato alle audizioni in oltre 150 fa capire la fame di lavoro fra noi attori» confidano i giovani attori del cast, tutti attori del territorio regionale, alcuni rientrati come Massimiliano Bakluzzi. «Ero a New York – racconta – quando ho intercettato il bando, non potevo rinunciare a provarci perché il sogno è quello di poter rientrare lavorando qui». Storia simile quella di Sebastiano Kiniger: «Io che mi divido fra Parigi e Londra ho visto questa come una grande opportunità. Ho 24 anni e poter lavorare in regione in modo professionale è magnifico».

Molte le storie che si intrecciano quindi ma anche

i progetti che si scopre stanno nascendo grazie all’incontro fra professionalità acquisite che convivendo e confrontandosi ci si auspica daranno nuovo impulso e linfa vitale ad un territorio di per sé molto attivo, fertile e interessante a livello culturale se parliamo di teatro. (k.c.)

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