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Bergoglio ai giovani cubani: “Costruite la patria e la Chiesa”

Papa Bergoglio non è ancora tornato a Cuba, ma ha deciso di inviare un video-messaggio ai giovani cubani. L’occasione è stata il raduno dei responsabili giovanili della pastorale a L’Avana.

Un appello accorato, quello del pontefice argentino, che ha invitato la gioventù cubana a costruire “la Chiesa e la patria di oggi e di domani”. Il rapporto tra questo Papa e Cuba è particolare. L’isola è stato il luogo individuato da Bergoglio per lo storico incontro con il patriarca ortodosso Kirill. Il quotidiano comunista della nazione cubana ha da poco dedicato un paginone ai “cinque momenti chiave” del pontificato dell’ex arcivescovo di Buenos Aires. La “rivoluzione” è apprezzata anche fuori dai confini occidentali.

Papa Francesco continua a tenere viva una corsia preferenziale per le periferie esistenziali ed ecclesiastiche delle realtà cattoliche e non. Queste ultime sembrano rispondere con entusiasmo alle aperture e alle attenzioni pastorali dell’argentino.

Nel messaggio che ha inviato, Bergoglio ha detto ai giovani di guardare avanti, di amare Gesù e di pregare la Vergine affinché li custodisca. I prossimi appuntamenti mondiali dedicati ai giovani, quelli istituiti da Giovanni Paolo II, si terranno del resto a Panama e Santiago. Due GMG con cui anche i giovani dell’isola di Cuba potranno misurarsi.

L’auspicio del pontefice, come riporta la Sir, è che quelle giornate “…non siano lo scopo dello sforzo che state facendo, ma che andiate oltre (dice il Papa riferendosi ai ragazzi cubani n.d.r), che possiate scoprire che è una opportunità per approfondire i processi della fede di ognuno e continuare a costruire la Chiesa cubana di oggi e di domani, la Patria cubana di oggi e di domani consapevoli di non essere da soli e che costruiamo solo a partire dalla comunità alla quale apparteniamo, concreta, dove impegniamo la nostra vita e alimentiamo la nostra vocazione”. Solo da Cuba, insomma, può partire la costruzione del futuro spirituale e politico della nazione situtata nell’arcipelago dei Caraibi.

Interessante, infine, notare come il pontefice abbia scelto un momento quasi contemporaneo alla successione al potere nell’isola . Diaz Canel, primo presidente a non aver partecipato in prima persona alla rivoluzione dei “Barbudos”, è stato “eletto” solo due giorni fa.

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