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Atleti con il tumore, si può

Chiamiamoli guerrieri. Perché bisogna essere forti e coraggiosi per essere i primi atleti con il cancro a prendere parte agli «Oncology Games», in programma il 23 e il 24 giugno a Roma.

Sono coraggiosi come chi ha inventato queste speciali Olimpiadi, il perugino Leonardo Cenci, l’unico al mondo ad aver corso per due volte la maratona di New York con la malattia in atto, un tumore al polmone in stadio avanzato. Nell’ambito della sua attività di volontariato per l’assistenza ai malati oncologici con l’associazione «Avanti tutta Onlus» Cenci è riuscito a ottenere un finanziamento dalla Commissione europea per mettere in piedi questa competizione internazionale. Coordinata dal «Tucep» («Tiber Umbria Comett Education Programme»), e con la collaborazione del Coni, gli «Oncology Games» si rivolgono a coloro che stanno ancora combattendo la loro battaglia con il cancro.

Corsa, lancio del peso e «nordic walking»: queste saranno le principali discipline dei Giochi, a cui prenderanno parte una trentina di atleti. Gli italiani in gara saranno 13 e verranno presentati ufficialmente sabato prossimo in un convegno organizzato a Ravenna. «L’obiettivo principale del progetto – spiega Cenci – è quello di dimostrare che lo sport aiuta ad affrontare la malattia oncologica in modo positivo e può contribuire a migliorare la qualità della vita dei pazienti. Con la sua azione, inoltre, il partenariato intende contribuire ad accrescere l’attenzione sui temi dello sport e della salute a livello europeo». Ecco perché a questa prima edizione sono state coinvolte sei nazioni: oltre all’Italia, ci sono la Gran Bretagna, la Spagna, la Grecia, la Polonia e la Bulgaria. «L’iniziativa è frutto di un lavoro complesso – dice il presidente onorario di “Avanti Tutta”, Mauro Casciari – e, comunque vada, sarà un successo, perché il messaggio che lancia è forte».

Gli «Oncology Games» saranno anche l’occasione per riunire allo stesso tavolo medici, allenatori e pazienti. Non si tratterà, quindi, unicamente di una gara. Infatti, sabato 23 giugno, si terranno una serie di convegni scientifici grazie ai quali i medici potranno realizzare e diffondere delle speciali linee-guida in ambito sociale e sanitario per la promozione dell’attività sportiva tra i pazienti oncologici. In pratica si arriverà a mettere insieme una sorta di guida allo sport per i malati e che sarà rivolta ad altri medici, oltre che agli allenatori e, soprattutto, ai pazienti. Questi ultimi potranno utilizzarla per scegliere lo sport più adatto alle loro necessità e avere indicazioni su come praticarlo in sicurezza.

Perché lo sport può essere considerato come una sorta di «medicina» per il fisico e per la mente. Chiara Bennati, responsabile scientifica del progetto e di «Avanti Tutta Onlus», l’ha definito come una «terapia effettiva da indicare ai pazienti, anche quelli con cancro in atto», tanto che ha proposto di far aprire negli ospedali delle vere e proprie palestre.

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