Home / Sessualità / Arabia Saudita, domani via alla guida femminile. E la scienza potrà …

Arabia Saudita, domani via alla guida femminile. E la scienza potrà …

Donna al volante, pericolo costante. C’è da domandarsi se l’italianissimo vecchio detto diventerà comune anche in Arabia Saudita. Dal 24 giugno infatti le donne, a cui era proibito, potranno guidare una automobile e utilizzarla da sole, senza la compagnia di un famigliare di sesso maschile, come avvenuto finora. Le prime patenti femminili sono arrivate agli inizi di giugno. Anche se non potevano servire ancora.
L’auto è un simbolo riconosciuto della possibilità di muoversi, scegliendo quando e come, e dunque di libertà. Il Paese tra l’altro ha un trasporto pubblico molto ridotto, quindi muoversi non era facile.

Si tratta dunque di una rivoluzione, perché sottolinea l’uscita da uno stato di segregazione che impediva la vita pubblica.
E’ stata voluta da Mohammed bin Salman, figlio del re attuale. Il principe ereditario, 33 anni, negli ultimi anni ha ordinato una serie di cambiamenti, nel tentativo di migliorare la vita dei sauditi e soprattutto diversificare e aprire un’economia troppo legata al petrolio. E’ stato lui a ideare il piano Saudi Vision 2030 per ridurre la dipendenza dal greggio, che ora contribuisce al 40 per cento del Prodotto interno lordo, e diventare un punto di connessione tra Asia, Europa e Asia. Il piano intende investire sulla cultura, sullo sport, sull’architettura e sulla salute, aumentare la competitività internazionale e le esportazioni non legate al carburante, aumentare la forza lavoro femminile.

In questo periodo sono stati aperti i cinema (nello scorso aprile), sono state prese misure per aiutare le donne a procurarsi un reddito indipendente, e si è cercato di fermare la corruzione, un fenomeno purtroppo ricorrente all’interno del governo. Ma non è tutt’oro quello che luccica: è stato il principe a decidere l’intervento militare nello Yemen contro i ribelli sciiti houthi, e anche a decidere di mettere in prigione nei mesi scorsi proprio le donne che avevano lottato per avere il diritto di guidare e che ancora sono incarcerate. Una mossa che è stata interpretata come il tentativo di non riconoscere il loro sforzo e per assumersi totalmente i plausi.

 

Guarda anche

Ma cosa provocherà questa innovazione e come cambierà il traffico in Arabia Saudita? Il tema è stato oggetto di una ricerca del Baker Institute della Rice University, Texas, che ha indagato sugli effetti economici e sul benessere della rimozione del bando. Lo studio analizza variabili e fattori che influenzeranno la domanda di combustibile, la congestione del traffico, il lavoro, la vendita dei veicoli, ma anche incidenti e in generale la salute delle persone.

La guida è stata sempre un privilegio dei maschi in Arabia Saudita, uno dei Paesi dove però è più alto il tasso di incidenti mortali, prima causa di morte tra i giovani. Ha  il più alto tasso di mortalità tra le nazioni ricche, più del doppio degli Stati Uniti. Un problema di genere?

“Al momento ci sono 9 milioni di guidatori uomini. Entro il 2020 pensiamo che un quarto possano diventare donne”, ha sottolineato l’autore della pubblicazione Jim Krane, ricercatore in energia e geopolitica della Rice. Ma se ogni donna decidesse di guidare il loro numero pareggerebbe quello maschile di 9 milioni. Abbastanza per modificare profondamente il traffico sulle strade.

“Pregiudizi come quello italiano sono comuni in Medio oriente, ma l’evidenza porta altre prove: le donne sono più sicure, meno aggressive, guidano più lentamente, mantengono maggiore distanza di sicurezza, e in generale questo potrebbe influenzare positivamente il traffico, rendendolo meno pericoloso”, specifica Krane, “anche se forse all’inizio, a causa della loro inesperienza, ci saranno congestioni e ritardi”.

Probabilmente il numero dei veicoli circolanti non cambierà drasticamente: prima infatti, le donne non restavano per forza in casa. Molte pagavano servizi di taxi o di noleggio conducenti, o utilizzavano servizi di condivisione come Careem, una sorta di Uber del Medio oriente, di cui rappresentano i tre quarti degli utenti.

Potrebbe però verificarsi un primo miglioramento: il sistema degli autisti è inefficiente, perché moltiplica il numero dei viaggi necessari per caricare il passeggero, raggiungere la destinazione e ritornare poi alla base. Quando una dona guida da sola, fa solo due tragitti.

Nonostante questo la domanda di benzina potrebbe aumentare, passando dai 600 mila barili attuali ai  660 mila nel 2021. Questo incremento di appena il 10 per cento potrebbe essere sufficiente per mandare in crisi la fornitura, perché le raffinerie locali di uno dei maggiori produttori di greggio, non producono a sufficienza per coprire la domanda di tutto il regno. Di conseguenza anche la qualità dell’aria potrebbe peggiorare.

Potrebbe migliorare invece il mercato del lavoro. E’ vero che molti autisti potrebbero perderlo, anche se molte donne continueranno a utilizzarli, ma alcune potrebbero diventare da clienti a fornitori di servizio di Careem, o usare i camion e le motociclette. E potranno raggiungere sedi non facilmente accessibili, o fare un fuori orario senza rischiare la sicurezza.

Un altro mercato che subirà benefici sarà indubbiamente quello delle auto. La monarchia è già uno dei mercati più interessanti. Vengono vendute soprattuto macchine di lusso e sportive, o di grandi dimensioni. PwC, un network di professionisti che effettua servizi di revisione, consulenza e analisi per le imprese, stima che le vendite triplicheranno.

Insomma l’improvviso arrivo delle donne sulle strade avrà profondi effetti e non tutti sono prevedibili. Tranne quello che si tratta sicuramente di un passo per la loro indipendenza.

Resta il fatto che l’Arabia Saudita è un Paese dove le donne hanno ancora un uomo che gli fa da guardiano e non possono prendere decisioni senza consultarlo, e non possono intrattenersi con una persona di sesso maschile, nuotare nelle piscine pubbliche o al mare, competere nelle gare sportive, indossare vestiti che rendono visibile la loro bellezza, e provarli quando vengono acquistati. Nonostante l’automobile, la strada è ancora lunga.

Leggi Anche

Quella sessualità scomoda e censurata

Come sarà assistere nel Cortile d’Onore di Palazzo Reale alle immagini del film di Pasolini …