Home / Benessere / Antitrust, a Roche e Novartis multa da 180 milioni di euro

Antitrust, a Roche e Novartis multa da 180 milioni di euro

COSTI E SICUREZZA – «Ritengo che sia doveroso tenere distinti gli aspetti di ordine amministrativo da quelli di valore scientifico. Sul piano strettamente clinico, desidero portare l’attenzione sul tema della sicurezza dei due farmaci: la metanalisi di studi clinici indipendenti (IVAN, CATT, GEFAL, MANTA), condotti da terze parti autorevoli come il National Institutes of Health americano hanno evidenziato un rischio maggiore di effetti avversi a livello sistemico con Avastin rispetto a Lucentis»- commenta il professor Giovanni Staurenghi, Direttore dell’ U.O. Oculistica, Azienda Ospedaliera Luigi Sacco, Milano e Direttore Scuola di Specialità in Oftalmologia, Università degli Studi di Milano – «Alla luce delle evidenze disponibili, pertanto, l’oculista non dovrebbe avere dubbi e avere come priorità la tutela della sicurezza dei pazienti piuttosto che ragioni economiche e di risparmio». «Lucentis (ranibizumab) on- label e Avastin (bevacizumab) off- label per uso intraviterale per il trattamento della degenerazione maculare neovascolare legata all’età e di alcune altre retinopatie, sono molecole differenti anche se entrambe inibiscono il VEGF» ha dichiarato Francesco Bandello, Presidente di EURETINA – Società Europea degli Specialisti di Retina, Professore Ordinario di Oftalmologia e direttore dell’Unità Operativa di oculistica dell’Ospedale San Raffaele di Milano. « Avastin è un anticorpo intero mentre Lucentis ne è un frammento e in quanto tale ha un’emivita più breve, il che significa che è rapidamente eliminato dal circolo sistemico per minimizzare il potenziale di effetti collaterali sistemici. Avastin ha un’emivita sistemica di 20 giorni, rimane quindi in circolo per 20 giorni e ranibizumab solo per 2 ore. Sul tema della sicurezza esistono numerose evidenze, tra cui studi internazionali indipendenti, che dimostrano che tra i due farmaci ci sono delle differenze importanti dovute proprio alla diversa “biologia” dei trattamenti: Avastin presenta, infatti, un rischio più elevato di effetti collaterali sia a livello locale che sistemico. I dati dello studio CATT hanno mostrato un rischio significativamente superiore del 30% nel totale di eventi avversi sistemici seri con Avastin per via intravitreale rispetto a ranibizumab. Lo studio ha evidenziato inoltre casi di eventi arterotrombotici, emorragie sistemiche, insufficienza cardiaca congestizia, eventi trombotici venosi, ipertensione e morte vascolare, che sono stati più frequenti nei pazienti trattati con Avastin. Comunque, al di là della delicata questione sui farmaci “fuori etichetta” che il caso Lucentis-Avastin continua a sollevare, ritengo opportuno ribadire che la scelta di una terapia dovrebbe essere vincolata ai soli criteri di efficacia e sicurezza ad esclusiva tutela del paziente. Pur comprendendo, infatti, la necessità di bilanciare l’erogazione delle cure da parte del Servizio Sanitario Nazionale in un contesto economico complesso e al tempo stesso di favorire l’accesso alle terapie a tutti, come medico e oftalmologo credo che semplicistiche valutazioni di risparmio non possano essere i parametri alla base dell’utilizzo di una molecola non autorizzata per una specifica patologia, prescindendo dalla tutela della sicurezza che andrebbe a detrimento della salute dei pazienti».

Leggi Anche

Joint venture Italia-Cina per connubio medicina cinese e occidentale

ROMA – La medicina occidentale incontra la medicina tradizionale cinese con la prima partnership tra …