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Al Pisabook Festival sbarcano i segreti della cucina toscana

Storie, curiosità, tradizioni e personaggi con la partecipazione straordinaria di Sting e di Carlo Conti
Domenica 13 alle 11 al Book Festival di Pisa l’anteprima nazionale del volume curato da Stefano Andrini e Andrea Fagioli (Historica)

Questo libro, va detto subito, non è un manuale di enologia o di cucina nel senso classico. È altresì una raccolta di storie, di curiosità, di tradizioni, di personaggi che hanno a che fare con la buona tavola toscana. Messo insieme con il contributo di tanti: scrittori, studiosi, artisti, personaggi dello spettacolo, chef stellati, sindaci. Il frutto di questa avventura è una miscellanea di memoria e di radici che si legge tutto d’un fiato con il filo conduttore del cibo, che non è mai solo un pretesto per riempirsi la pancia, ma anche una rivoluzione delle relazioni sociali. Perché attorno alla tavola, oltre a mangiare, si prendono le decisioni della vita. D’altra parte la Toscana conosce bene l’arte, anche quella di

mangiar bene. È fuori discussione. La cucina locale è una delle più antiche tra le cucine regionali italiane. Ancora oggi è fatta di piatti semplici, di origine contadina, che si rifanno gelosamente alla ricetta originale. Una cucina in cui non si butta via niente, anche perché c’è grande rispetto

per gli alimenti a partire da quel pane sciocco così diverso da quello delle altre regioni.

Scrive in proposito il docente universitario americano David Scott Allen: «In Toscana, ho imparato che il cibo non ha bisogno di essere complicato per essere squisito. Alcuni dei miei piatti preferiti sono tra i più semplici: pasta delicatamente condita con pomodori baciati dal sole e basilico;

saporito stufato di cinghiale; braciole di vitello alla griglia con ripieno di erbe di montagna e una spruzzata di limone;e frutta di stagione, accompagnata da formaggi locali e miele. Non c’è niente di meglio».

Un altro innamorato di questa terra è Sting, che spiega perché ha scelto il Valdarno per il suo ritorno alle radici e trasmette le emozioni di una farm shop, la sua, fortemente innescata nella tradizione toscana. Carlo Conti confida che il cacciucco è sul primo gradino del suo personale podio gastronomico. «Ho una zia a Livorno che lo fa in maniera sublime, come si comanda. Con i pesci poveri. Con ogni pesce cucinato in un tegamino diverso e poi messo tutto insieme». E gli altri piatti? «Non sono un grande mangiatore di carne – ammette -, però non disdegno una bella rosticciana».

Nel libro, suddiviso secondo aree geografiche, troviamo poi storie di piatti (basta scorrere l’indice e l’acquolina in bocca è assicurata) e di personaggi: tra gli altri Fulvio Pierangelini, il cuoco che ha preparato il cacciucco per i principi di Monaco, o Silvia Regi Baracchi, la chef etrusca. Non poteva mancare Dario Cecchini, il macellaio poeta artigiano della ciccia.

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