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Africa experience, dai barconi alla cucina

A VENEZIA

Africa experience, dai barconi alla cucina

I cuochi scelti con una prova stile Masterchef. Cibo protagonista di racconti culinari, poi la musica

VENEZIA Li hanno scelti durante una sorta di prova culinaria alla Masterchef e ora sono pronti a partire ufficialmente. Inaugura in calle lunga san Barnaba 2722 dopodomani il primo ristorante africano di Venezia, l’Africa experience. I cuochi sono tre (eritreo, nigeriano, e della Guinea), e nei loro piatti racconteranno le loro culture d’origine ma anche la storia dei loro viaggi della speranza, lunghi, difficili e dolorosi per arrivare in Italia. Alganesh Tadese Gebrehiwot, prima classificata del concorso che si tenuto qualche mese fa al Barbarigo di Venezia arriva dall’Etiopia ed appassionata di cucina da sempre, poi c’ Muhammed Sow arrivato in Italia dalla Guinea che ha imparato a cucinare lungo la strada ma anche Efe Agbontaen della Nigeria che durante il concorso ha preparato un piatto che al suo paese un dono natalizio. Il locale in calle lunga san Barnaba stato ideato dai soci afghani Hamed Ahmadi e Hadi Noori, dall’iraniana Mandana Nadimi e da Samah Hassan El Feky, si sviluppato sulla scia dei due locali gi esistenti in citt, gli Orient Experience di cui Ahmadi gi fondatore con Sarah Grimaldi e Ali Qalandari.

L’ultima (forse) tappa veneziana, l’Africa experience non sar per l’ultima in Italia. Mi piacerebbe portare il progetto anche altrove – aveva spiegato qualche tempo fa Hamed – coinvolgendo altri centri di accoglienza, con altri migranti come noi e con altri italiani con la voglia di conoscere le storie di chi arriva da lontano e nel piatto ritrova il profumo di casa. Nel menu c’ il sapore di casa mescolato a quello dei Paesi in cui siamo stati – spiega Hadi – per questo che piace, noi raccontiamo la nostra storia che comune a quella di moltissimi altri. Le memorie dei padri e quelle dei gusti scoperti durante il cammino. Faranno lo stesso ora, nel nuovo spazio ideato da Blandine Hlary e due ragazzi iraniani, Iman Ahmaznade e la sua compagna Neda. Blandine ha interpretato i simboli tribali e i colori sgargianti dell’Africa, realizzando un’opera murale che d la sensazione di immergersi fra i vicoli, la fauna e i batik. Iman e Neda, maestri di intaglio, intarsio e lavorazione del legno, hanno realizzato un intreccio di radici africane fra le travi originali veneziane che vanno a formare un albero che rappresenta la linfa e la vitalit di quei luoghi. La serata comincer intorno alle 19, il cibo sar protagonista dei racconti dei cuochi e poi dalle 20 canti e balli accompagneranno la serata con la musica corale del gruppo Djiali Arona, arrangiatori di musica tradizionale subsahariana. Storie di vita dei rifugiati, memorie dei lunghi viaggi, ma anche uno sguardo al futuro voluto proprio a Venezia.

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