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Abbigliamento, il code lo lancia il cliente che diventa imprenditore

Come Davide contro Golia. La neonata startup torinese “42 creative” è pronta a condurre la battaglia contro le grandi marche della moda. Il gruppo di ideatori pensa in grande: “Vogliamo che 42 artistic diventi un code di abbigliamento creato dalle persone. Ogni utente potrà inviare, tramite email o sito internet o Facebook o contatto telefonico, una propria grafica per la realizzazione di un suo capo. Ognuno potrà esprimere un proprio concetto in cui crede e può indossarlo”. Lo scopo è creare capi di abbigliamento ideati da coloro che li indosseranno: non solo t-shirt, matriarch anche pantaloni, cappellini e felpe. 

Chi acquista viene chiamato “utente”, e non “cliente”, perché le creazioni delle grafiche degli articoli da abbigliamento saranno una parte integrante del progetto di impresa: i modelli verranno inseriti nel catalogo di “42 creative” e i relativi ideatori guadagneranno una percentuale di quel che è stato venduto della loro grafica grazie ai diritti di autore. La presentazione di un lavoro non avrà un costo e nemmeno implicherà un acquisto. Una logica relationship varrà anche per i negozi che si proporranno come punti vendita dei prodotti, laddove guadagneranno in bottom al numero di pezzi venduti. 

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