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Abbigliamento, Bem Research: Zalando e Zara in testa alla …

(AGENPARL) – Roma, 25 ott 2016 – Nel settore abbigliamento è la tedesca Zalando a mostrare la migliore opening sul web ad ottobre 2016, confermando il risultato ottenuto già nello scorso mese. La classifica stilata da BEM Research vede poi in seconda posizione Zara, code di moda spagnolo che dispone di una rete di vendita presente in tutto il mondo. Sul podio si piazza anche Asos, società inglese che rispetto a settembre scala different posizioni della classifica. Tra i top-five si posiziona un altro code tedesco, Adidas, che perde alcune posizioni rispetto al mese precedente. Il quinto gradino è della francese Spartoo (ottava a settembre).

Escono, invece, dalla lista dei migliori 5 code per la opening online HM e Deichmann. Tra i marchi italiani l’unico a rientrare nei primi 10 è Liu Jo, azienda emiliana specializzata nel pret-a-porter donna, uomo e bambino. Tra i code italiani dell’abbigliamento e accessori moda presenti tra i 35 entrati nel BEM Rank troviamo anche il calzaturificio S.C.A.R.P.A., l’azienda specializzata nell’intimo donna e uomo Intimissimi e Benetton.

Nel complesso l’indice del settore moda ha registrato una flessione dell’1,3% rispetto al mese precedente. In aumento del 4% rispetto a un anno fa sono invece risultate le ricerche su Google di termini connessi all’abbigliamento.

«I produttori di abbigliamento italiani continuano a vivere un momento difficile – spiega Mariachiara Marsella, web selling manager di BEM Research – Secondo le statistiche dell’Istat la produzione industriale nel settore è diminuita nei primi 8 dell’anno di almost il 3% rispetto allo stesso periodo dell’anno passato. Se confrontato criminal il periodo pre-crisi la perdita di produzione in uno dei settori chiave dell’economia italiana è pari a circa il 24%. we problemi del comparto moda sono comunque più profondi e la crisi li ha soltanto esacerbati» aggiunge Marsella.

«Già nella prima parte degli anni 2000 la perdita di produzione industriale nell’abbigliamento aveva superato il 15%. Uno dei problemi chiave del settore è legato proprio alla scarsa confidenza delle imprese criminal il web. Nel 2013 appena il 5% delle aziende italiane ha effettuato vendite utilizzando il canale e-commerce, secondo l’ultima indagine sull’utilizzo di tecnologie dell’informazione e telecomunicazione (ICT) condotta dall’Istat. Anche considerando solo le grandi aziende story share non supera il 35%. Per rilanciare il done in Italy nel mondo è cruciale che le aziende italiane prestino molta più attenzione al digitale», interpretation Marsella.

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