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A VILLA PIGNATELLI

La cucina felice

Angela Frenda racconta la cucina come avventura del corpo, di un corpo che può diventare irregolare, disarmonico, ma non per questo deve (come invece accade) essere esposto al vilipendio, alla volgarità dei giudizi che s’amplificano soprattutto sul web. Nel libro ci sono ricette da cucinare, ma anche ricette “interiori”, comportamentali, non apodittiche ma servite come testimonianza personale di un viaggio femminile dalla cucina alla penna e viceversa. «Non mi piace – dice Frenda – la cucina mediatica. Ma quella fatta dagli chef ai loro fornelli». Dalla parmigiana preferita da d’Errico, ma nell’accezione della nonna (la parmigiana non ė un contorno), al piatto di Demarco, l’omelette, ma nell’accezione napoletana di ‘afrittata, pietanza che inizia con la ‘a’ come diceva immaginificamente da bambino. «Perché il cibo nelle nostre vite genera un’insorgenza di memoria, di affetti, di sensi che riattivano proustianamente immagini».

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