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A Rio de Janeiro si avvicina l’ora della mountain bike

Rio de Janeiro (Brasile): Il ciclismo e nello specifico la disciplina della mountain bike, daranno l’addio all’edizione 2016 dei Giochi olimpici di Rio de Janeiro. Le due gare, quella femminile (sabato 20 alle ore 17:30) e quella maschile (domenica 21 alle 17:30) verranno infatti corse il penultimo e l’ultimo giorno, a Metropolis, presso il percorso artificiale, disegnato nel Parque Radical, all’interno del Deodoro Olympic Park, a nord di Rio. 

 

Dai social media, abbiamo raccolto una serie scatti, fatti direttamente dagli atleti (30 donne e 50 uomini di 42 nazioni) che tra pochi giorni saranno protagonisti. Per l’isola di Guam correrà un oculista di 40 anni.

 

 

Andrea Tiberi è stato raggiunto dalla sue tifose che hanno personalizzato anche le loro unghie…

 

 

Marco Aurelio Fontana ha postato la foto della sua piccola camera da letto..

 


Luca Braidot, il più giovane della spedizione azzurra, in un immagine della sua prima “sgambata” in terra carioca.

 

 

Jaroslav Kulhavy che è della Repubblica Ceca, si sta allenando con il campione del mondo dei professionisti Peter Sagan che invece indossa la divisa della Slovacchia. Sono insieme perchè entrambi sono targati “Specialized“. Vi facciamo notare che “Jaro” sulla sua “Specy” ha si montato una forcella RockShox, ma non è la RS-1 ma una SID di colore azzurro. Simile a quella che usano i “Merida”.

 

 

Peter Sagan beve un caffè presso Slovak House, il quartier generale della delegazione slovacca.

 

 

La rappresentativa della Danimarca è anche lei di fatto un team “Specialized”, schiera infatti Annika Lankvad e Simon Andreassen. Anche loro bici gialla e forcella azzurra. Attenzione, il colore del telaio, cambierà colore (diventando arancio) al variare della temperatura. Leggete questo articolo sulla Specialized “Torch limited edition”. Sulla destra non poteva mancare Christoph Sauser.

 

 

A casa España non può mancare il famoso Jamon Serrano, il prosciutto crudo che piace tanto agli spagnoli. Coi baffoni si notano Josè Antonio Hermida, Carlo Coloma e in fondo David Valero.

 

 

Manuel Fumic, anche lui tedesco, pure lui…sui rulli. Cambia però la location, una all’interno di un palazzone del villaggio olimpico, l’altro pare in una villetta, con piscina a due passi dal percorso. E’ nei dettagli che si vede la differenza tra un corridore di un top ten e quello di una squadra diciamo così “normale”.

 

 

E’ proprio da giochi olimpici la storia di Peter Leonard II, rappresentante di Guam, base navale americana nell’Oceano Pacifico. Se fate una ricerca su google, inserendo il suo nome, la prima risposta è: Guam eye doctor. Un oculista con tanto di sito web, pare strano ma è proprio lui. Pensate che ha 40 anni, prima ha lavorato per la Marina degli Stati Uniti, poi evidentemente si è messo in proprio. Solo a maggio, dopo una gara in Nuova Zelanda ha saputo che sarebbe andato a Rio, allora è andato 1 settimana in Giappone a perfezionare gli allenamenti.

 

 

Julien Absalon si sta già allenando intensamente, come potete vedere è in sella alla full e come in Coppa usa il reggisella telescopico. In un post ha scritto che uno dei segreti per avere tanta energia è mangiare pane fatto in casa, e si vede lui intento a prepararselo là in Brasile.

 

 

Nino Schurter, Mathias Flückiger e Lars Foster, i tre che rappresenteranno la “corazzata” svizzera. Noterete che Schurter ha la Spark e non la Scale.

 

 

L’asso del futuro, ma già forte nel presente, il 21enne francese Victor Koretzky, mentre si fotografa dal suo appartamente all’interno del villaggio olimpico. Victor compirà i 22 anni il 26 agosto, quindi da pochi giorni.

 

 

L’intramontabile tedesca Sabine Spitz, 44 anni, fa un pò di rulli. Bronzo nel 2004 a Atene, oro quattro anni dopo a Pechino e nel 2012 a Londra ancora sul podio, arrivò seconda e quindi prese l’argento.

 

 

L’Africa sarà rappresentata da Sudafrica, Lesotho, Mauritius e Rwanda. Quest’ultima nazione schiererà il 36enne Nathan Byukusenge che è il più famoso ciclista su strada del paese, coinvolto non molto tempo fa nella guerra civile tra due etnie. Nathan però pedala anche in mountain bike e anche forte. Alla Cape Epic, insieme ad un sudafricano, ha chiuso la gara in 18esima posizione assoluta. E’ allenato dal belga Simon Hupperetz, non è proprio un caso, visto che proprio il Rwanda è stata per tanto tempo una colonia, non del Belgio ma forse caso unico, era di proprietà personale del Re Leopoldo.

 

 

Emily Batty e l’alce, animale simbolo di un paese freddo come il Canada.

 

 

Se eravate abituati a vedere la Batty in sella ad una Trek Pro Caliber azzurra, a quanto pare a Rio, correrà su una bici con una grafica più tradizionale. Forse non ha nemmeno la vernice.

 

 

Jhonnatan Botero Salazar, il biker del team KTM Protek Dama, sarà l’unico corridore a rappresentare la Colombia.

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