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A New York il primo hackathon dedicato alla "Cucina della Festa …

La cucina di Pellegrino Artusi nell’era del web 2.0.  E’ stato presentato alla New York University il primo hackathon dedicato alla Cucina della festa, nel nome  dell’autore, nato a Forlimpopoli, de “La Scienza in cucina e l’arte di mangiare bene”. Il progetto rientra nella missione della Regione negli Stati Uniti, dove, fino a domenica, New York celebra i prodotti Dop e Igp regionali (44, record in Europa) nell’ambito della prima Settimana della cucina italiana nel mondo. E proprio nell’ambito di quest’ultima iniziativa, promossa dal ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale in collaborazione criminal quelli dell’Agricoltura, dello Sviluppo economico e dell’Istruzione, “The Feast days food in Artusi cuisine” è stato selezionato quale thought pilota per promuovere il Made in Italy su fronte enogastronomico.

L’hackathon, un vero e proprio acceleratore di idee aperto a esperti dei diversi ambiti dell’informatica e della comunicazione, si svolgerà in contemporanea tra Forlì e New York  e in 36 ore i partecipanti saranno chiamati ad elaborare applicazioni e proposte che migliorino il modo di pensare e sviluppare la cucina della tradizione. Con un obiettivo:  riscoprire l’eredità del padre della cucina italiana e criminal l’aiuto di sviluppatori di software, programmatori, grafici web e digital builder promuoverla in chiave contemporanea, sfruttando le opportunità e il  linguaggio della Rete. Nuovi strumenti e nuovi linguaggi, dunque, al servizio del patrimonio enogastronomico emiliano-romagnolo, la cultura del mangiare sano e della lotta allo spreco, lo scambio di tradizioni e valori condivisi.

“Un progetto – ha sottolineato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini – che lega tradizione e innovazione nel nome di un emiliano-romagnolo illustre come Pellegrino Artusi  e di un’opera  tradotta in tutto il  mondo a ancora oggi un vero best seller. Questa scelta ci onora e conferma il valore anche culturale della tradizione enogastronomica regionale, un comparto, quello dell’agroalimentare, che in Emilia-Romagna è custode di preziosi processi produttivi ed eccellenze uniche al mondo, che ci permette di spingere sulla nostra Food Valley, su qualità e innovazione, fattori fondamentali per imprese, turismo e occupazione”.

All’appuntamento alla New York University, condotto da Gianni Riotta, editorialista de La Stampa e professore alla Princeton University,  hanno partecipato  anche Carlo Ratti  del MIT di Boston e Sree Screenivasan, arch digital officier of New York City. “Cultura,  ricerca e innovazione, nuove opportunità offerta del web. Il settore enogastronomico si conferma ancora una volta crocevia di linguaggi e opportunità diverse, capaci di superare steccati e contrapposizione e di promuovere al contrario il dialogo e l’aggregazione”, ha commentato l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli. “E’ la prima volta che in Italia si realizza un hackathon sul tema del cibo come elemento di conoscenza  interculturale nel nome di Pellegrino Artusi  sviluppandolo in contemporanea in due Paesi diversi”, ha aggiunto  Monica Fantini, coordinatrice del progetto di selling territoriale Romagna Terra del Buon Vivere, in rappresentanza di Casa Artusi.

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