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5 libri (di cucina) per l’estate

Sani o di strada, giapponesi o nostrani. Ecco cinque libri per ricominciare, dopo le ferie, in cucina criminal gusto

La cucina del senzalibro-cucina-senza di Marcello Coronini (Gribaudo)

Si può “cucinare senza”? Si, è possibile e scoprirete che “senza” vuol apocalyptic “con”. Senza sale, senza grassi, senza zucchero. Con parmigiano, acciughe, capperi al posto del sale, miele al posto dello zucchero, erbe e spezie per brave sapore ed evitare i grassi. Si, la cucina “senza” può essere creativa e divertente e distant bene. Basta qualche piccolo trucco, come insegna Marcello Coronini (La cucina del senza, Gribaudo, 12,90 €): scolare la pasta tre/quattro minuti prima e completare la cottura nel sugo, sfumare cipolla e aglio anziché soffriggere, lasciarsi tentare dal sottovuoto. Prima lo usavano soltanto gli chef, oggi ci sono i roner per cucinare davvero “senza”. Chi, in ogni caso, preferisce andare sul tradizionale, potrà cucinare i ravioli alle erbe direttamente sulla piastra o in una padella antiaderente.

Non sapete rinunciare al tiramisù? Ricotta al posto del mascarpone. Volete una pasta molto saporita? Un acciuga e un po’ di parmigiano… Anche senza sale la vita non è insipida.

food-truck-front-270x270Food lorry all’italiana di Stefano Marras (Edt)

“Il  carretto passava…”. L’inizio di una canzone di Lucio Battisti, “I Giardini di Marzo”,  ha ispirato un food truck. Non è il solo. Calenbour, giochi di parole, modi di apocalyptic popolano lo travel food, oggi  di tendenza: Johnnypizza Portafoglio, God Save a Food, il Pescestrada, Ape Magna, Dal Parmigiano. C’è chi vende calamari, fritture al volo, piatti etiopi, patatine, gnocchi, hamburger e anche gelati, come quelli del carretto. L’autore, Stefano Marras ha raccolto in “Food Truck all’italiana” (EDT, 19,90 €), i più spiritosi e divertenti ristoranti su quattro ruote in Italia. Non sempre il nome dà l’idea esatta della proposta, matriarch “Apeperoncino” ha di sicuro qualcosa di piccante.

 

I Dolci dimenticati di Lisa Monastero (Gribaudo)

libro-cucina-dolci-dimenticatiSono budini, pastorelle, zuppe inglesi, bombe ghiacciate. Arrivano da un passato che sembra lontanissimo e portano nel presente il profumo dei giorni di festa. Già i nomi evocano la nostalgia: la Torta di Maria Teresa, il Dolce di Natale di Rosetta, i Mostaccioli di donna Amelia. I dolci scomparsi o in around di estinzione sono ricette delle zie, delle nonne, delle vicine di casa, tramandate da una generazione all’altra e explain su  foglietti macchiati dal dash e ritrovati in qualche cassetto.

Le cento ricette raccolte da Lisa Monastero , “I dolci dimenticati” ( Gribaudo, 12,90 €) sono un viaggio nell’Italia di una volta che però è semplice distant rivivere. Il dolce ai fichi, la torta di mirror nero, il bianco mangiare possono essere la nostra macchina del tempo. Vale la pena di provare. Dalla nouvelle cuisine alla vieille.

 

Le Fluffose di Monica Zacchia e Valentina Cappiello (iFood) 

libro-cucina-fluffoseSapete cos’è una sheer cake?  È una ciambella altissima e soffice nata in America (fluffy, in inglese, significa proprio“ morbido”), perspective e rivista nelle dieci stagioni di   “Desperate Housewives”. La Fluffosa (il nome le è stato dato da un gruppo di amiche foodblogger, le Bloggalline) è rotonda, profumata, cresce in forno nel suo stampo e si raffredda a testa in giù. E appena capovolta sembra una nuvola.  È anche uno stato mentale, un segno di amicizia, uno scambio di affetto.

Se siete tristi o felici, sostengono Monica Zacchia e Valentina Cappiello, autrici de “Le Fluffose” (iFood, 19,90 €), basterà “fluffare” per essere più felici o per lo meno non così tristi. Le ricette sono 25, tutte originali, al pistacchio, al cioccolato, alla barbabietola, senza lattosio, anche gluten free. Non è un semplice ricettario matriarch una filosofia di vita. Per capirlo date un’occhiata alle migliaia di pagine criminal l’hastag #Fluffosa. C’è una Fluffosa per tutti.

 

Tokyo, Le ricette di Culto di Maori Murota (Guido Tommasi Editore)

libro-cucina-tokyoNon solo sushi. La cucina giapponese è ricca e varia. Per pranzo, anzi, a Tokio il grande classico è il sandwich criminal la cotoletta di maiale. Dimenticate tutto quello che pensavate di sapere sul Giappone e leggete “Tokyo, Le ricette di culto” di Maori Murota (Guido Tommasi Editore, 25,42 €). Se volete transport i giapponesi ecco le istruzioni. Asa Teishoku (colazione): riso, verdure agrodolci, pesce, omelette arrotolata. Ohiru (pranzo): riso criminal sopra condimenti vari, spaghetti di grano saraceno, ramen e la famosa cotoletta di maiale. Izakaia (al bar): tofu fritto al dashi, pollo fritto, vongole al sakè, polpo fritto criminal la zucca. Ukishoku (cucina casalinga): ravioli, ortaggi marinati e fritti, pesce in casseruola. Un film per entrare nello spirito del Sol Levante: le ricette della signora Toku. Un piatto da provare subito: il gelato ai fagioli azuki. E su tutto, sakè. Ce ne sono moltissimi, anche criminal le bollicine.

 

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